Se si pensa al ruolo dell’agricoltura all’interno del mercato alimentare, di solito si immagina una filiera produttiva che sia organizzata su larga scala con sistemi industrializzati ed efficienti che producono molti alimenti che vengono spediti in tutto il mondo. In parte questo è vero, ma questo tipo di filiera rappresenta solo una piccola parte del sistema agricolo mondiale: della maggior parte delle 570 milioni di aziende agricole in tutto il mondo ben 475 milioni sono piccole e hanno meno di due ettari di terreno coltivabile, secondo dati Fao, e di queste piccole aziende circa l’83% si trova tra l’Africa subsahariana (9%) e in Asia (74%). Secondo questi dati le piccole aziende agricole gestiscono circa il 12% dei terreni agricoli del mondo e producono alcune delle principali materie prime consumate a livello globale, fornendo oltre il 70% del fabbisogno alimentare alle persone che vivono in Asia e nell’Africa sub-sahariana. E questi agricoltori non hanno i capitali necessari per trasformare le loro attività in forme produttive efficienti e organizzate su larga scala.

La fotografia della Fao dà un’immagine reale del mercato agricolo che è ben lontana da un sistema globale organizzato e fornisce un dato economico importante: i signori dell’agricoltura che producono reddito sono davvero pochi. La prova arriva dal primo anello della catena agricola: il mercato delle sementi è ormai in mano a quattro grandi multinazionali agrochimiche, Corteva, ChemChina, Bayer e Basf, controllano oltre il 60% delle vendite mondiali e condizionano tutto l’indotto ostacolando anche gli agricoltori biologici. Ma non solo. Le stesse aziende controllano il 75% del mercato dei fitofarmaci come erbicidi e pesticidi.

La concentrazione del mercato delle sementi è avvenuta in maniera graduale negli ultimi 20 anni. Secondo l’analisi di Access to Seeds Foundation, un’organizzazione indipendente senza scopo di lucro con sede ad Amsterdam, che ha creato un indice per monitorare il mercato delle sementi, questo processo che appare irreversibile deve essere modificato se si vuole raggiungere un sistema di agricoltura davvero sostenibile che si deve basare sullo sviluppo dei terreni agricoli in mano ai piccoli produttori. L’Unione Europea ha identificato questo indice come uno dei contributi chiave degli stati membri all’agenda per lo sviluppo sostenibile e l’attività di questa organizzazione ha ricevuto il sostegno finanziario della Fondazione Bill & Melinda Gates, del Ministero degli Affari Esteri olandese e di AgriCord.

In termini economici si tratta di rivoluzionare un settore come l’agricoltura che impiega il maggior numero di persone in tutto il mondo, fornendo mezzi di sostentamento per il 40% della popolazione mondiale ed è la principale fonte di reddito e di lavoro per le famiglie rurali più povere. Oltre 500 milioni di piccole aziende agricole nel mondo dipende da risorse piovane e fornisce l’80% del cibo che si consuma nella maggior parte del mondo sviluppato. Investire nei piccoli agricoltori, sia donne sia uomini, secondo la Fao è la strada migliore per aumentare la sicurezza alimentare e la nutrizione dei più poveri, e per aumentare la produzione alimentare per i mercati locali e globali.

Al di là di chi governa il mercato dei semi, per sfamare il mondo bisogna cambiare le tecniche di coltivazione. La robotica è una delle strade per efficientare il settore agricolo con contadini robot, ma si sta facendo strada anche la tecnica di coltivazione dove non c’è bisogno di usare il terreno. Meno terreno coltivabile, più bocche da sfamare. Una spinta importante alla base dell’aumento della coltivazione fuori suolo è la diminuzione del terreno coltivabile. Negli ultimi quarant’anni, il pianeta ha perso circa un terzo della superficie totale adatta all’agricoltura, secondo un’analisi di Marie-Laure Schaufelberger, Product Specialist del fondo Pictet Nutrition. «L’erosione e l’inquinamento sono i principali responsabili della perdita di terreno coltivabile ed entrambi sono riconducibili al riscaldamento globale» ha detto Schaufelberger. «La coltivazione fuori suolo può svolgere un ruolo importante nello sfamare un numero crescente di persone».

IDEE DI INVESTIMENTO

La crescita della popolazione mondiale è un buon motivo per riconsiderare come coltiviamo, condividiamo e consumiamo il cibo. Le stime delle Nazioni Unite parlano chiaro: le persone che abitano il mondo passeranno dagli attuali 7,6 miliardi a 8,5 miliardi entro nel 2030 e saliranno a 10 miliardi entro il 2050. È necessario un cambiamento profondo nel sistema mondiale agricolo e alimentare se vogliamo nutrire 795 milioni di persone che già oggi soffrono la fame e gli altri 2 miliardi di persone che abiteranno il nostro pianeta nel 2050. Trovare una strada sostenibile per cambiare l’agricoltura è al punto 2 dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile SDGs. Se gestita bene, l’agricoltura, ma anche la silvicoltura e la pesca possono garantire cibo per tutti e generare redditi adeguati, grazie a un diverso sviluppo rurale centrato sulle persone che salvaguardi anche l’ambiente. Al centro della trasformazione del settore agricolo c’è il tema della biodiversità che il Pianeta sta perdendo. Già adesso il 95% della domanda globale di cibo dipende da 30 colture secondo dati FAO di questa 30 colture solo tre (mais, frumento e riso) forniscono almeno il 60% delle calorie del cibo che mangiamo. Questa scarsità è figlia dell’iperspecializzazione dell’agricoltura che ha ucciso il 75% della biodiversità e, secondo le stime della Fao, da qui al 2050 un altro 25% della biodiversità è destinato a scomparire.

Per puntare sulla trasformazione del settore agricolo ci sono sul mercato fondi azionari specializzati (Categoria Morningstar Azionari Settore Agricoltura)

La Top 5 dei fondi che investono sull'agricoltura

ProdottoRendimento YTDRendimento 3y
DWS Invest Global Agribusiness NC19,54%7,47%
Pictet – Nutrition Classe R Eur17,10%7,79%
Amundi Funds Equity Global Agriculture Classe FU15,91%6,09%
DPAM INVEST B - Equities Sustainable Food Trends W Cap15,40%8,53%
BlackRock Global Funds - Nutrition Fund A2 USD14,70%4,51%
Nella tabella, i migliori fondi azionari specializzati nel settore agricoltura ordinati per rendimento da gennaio 2019. Dati in euro aggiornati a luglio 2019. Fonte: Morningstar.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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