Soltanto due anni fa il timore che le scorte di litio avrebbero cominciato a scarseggiare aveva quasi triplicato il prezzo di questo metallo che, in meno di un anno, era arrivata a sfondare la quotazione di oltre 20.000 dollari a tonnellata. La ragione? In quel momento c’era stato un picco nelle vendite delle auto elettriche che, improvvisamente, erano diventate le principali concorrenti di smartphone e di tutti i device che funzionano con le batterie agli ioni di litio.
Poi, lentamente la quotazione è rientrata nella norma perché è cessata l’emergenza sulle riserve: secondo i calcoli del Bloomberg New Energy Finance, da qui al 2030 consumeremo meno dell’1% delle riserve di litio nel terreno, ma i produttori di batterie avranno bisogno di più miniere per sostenere la loro produzione e dovranno costruirle molto più rapidamente di quanto si pensasse.

Il litio è il nuovo oro o, come ha detto Elon Musk, fondatore di Tesla, «il sale sull’insalata». L’investimento in nuove miniere, incluse alcune per altri elementi utilizzati nelle batterie agli ioni di litio, sarà probabilmente compreso tra 350 e 750 miliardi di dollari, secondo gli analisti del ricercatore Sanford C. Bernstein & Co, nei prossimi 10 anni. L’affare riguarda soprattutto il Cile dove si trovano circa la metà delle riserve mondiali. La culla dell’oro bianco è l’arido Altopiano di Atacama, che si trova al confine con l’Argentina ed è popolato da pastori preoccupati per l’inquinamento e la scarsità dell’acqua che accompagna il processo minerario. In Europa il sito produttivo più fiorente si trova in Cornovaglia, ma per estensione e ricchezza di risorse non è paragonabile al Cile.

In America Latina si concentrano gli sforzi delle società minerarie: nei prossimi 10 anni dovrebbero salire a 20 i siti di produzione del litio, contro i 16 attualmente operativi, proprio per soddisfare la domanda crescente. Il primo sito dovrebbe essere completato entro il 2019. Tanti progetti che adesso hanno innescato un timore contrario nel mercato: tutte queste miniere non finiranno per alimentare un eccesso di produzione?

IDEE DI INVESTIMENTO

A dare una spinta decisiva alla domanda di litio è l’evoluzione del mercato dell’auto elettrica anche dopo l’addio al diesel deciso da Germania che si sta allargando a macchia d’olio a tutta l’Europa. La domanda di Paesi come l’India dove l’auto elettrica è una realtà in ascesa, e la Cina può dare la scossa al settore. Quest’ultima ha l’obiettivo di diventare leader mondiale nel settore delle auto elettriche e ibride con 7 milioni di unità prodotte, di cui almeno 70% prodotte in Cina entro il 2020, per salire all’80% entro il 2025.

Per investire sulla trasformazione del mercato automotive e sulla crescita del mercato del litio una strada possibile l’investimento in fondi azionari globali large cap (Categoria Morningstar: Azionari Globali Large Cap) che hanno una quota significativa del settore auto in portafoglio.

ProdottoPeso% settore autoRendimento 1y
DB Platinum CROCI Branchen Stars R1C13,18%9,09%
Harris Associates Global Equity Fund classe R Acc (Usd)13,16%1,23%
Consultinvest Global C7,03%4,35%
DB Platinum CROCI Sectors R3C6,46%0,40%
Dimensional Global Value EUR P Acc6,00%3,43%
EdR Fund Global Value A (EUR)5,58%0,74%
Mistral Value Fund USD P5,38%-6,28%
Quaero Capital World Opportunities A-EUR5,30%9,69%
Invesco Global Opportunities C USD Acc5,20%7,26%
AXA Rosenberg Glb Eq Alpha A USD Acc4,48%3,67%

Per fare il check-up di portafoglio e scoprire come migliorare il tuo investimento in fondi visita il sito Online SIM.

Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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