Siamo entrati nel decennio ONU dedicato alla salvaguardia dell’ecosistema e della biodiversità (foreste, animali, terreni dal coltivare e così via). Regalarsi un nuovo ecosistema è il migliore pensiero per il nuovo anno. Come fare? Investendo sulla biodiversità che è trasversale ai tutti e 17 gli Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU.

La diversità biologica, o biodiversità, è la varietà della vita sulla Terra e dei modelli naturali che essa forma. Quella di oggi è il risultato di 4,5 miliardi di anni di evoluzione e, sempre di più, anche dell’influenza umana. Secondo le rilevazioni del programma ambientale (UNEP), la maggior parte degli scienziati concorda sul fatto che le specie animali e vegetali stanno scomparendo centinaia di volte più velocemente del tasso di estinzione naturale.

La natura è in crisi per diversi motivi: perdita di habitat, sovra sfruttamento, inquinamento e cambiamento climatico. La produzione di cibo è il principale imputato della perdita di biodiversità. Secondo le stime del World Economic Forum (WEF) circa il 60% della perdita di biodiversità del Pianeta dipende direttamente o indirettamente dal settore agroalimentare.

Biodiversità: la conservazione degli ecosistemi è la chiave

Ecco qualche esempio secondo dati UNEP, FAO e ONU della perdita di biodiversità:

  • Foreste, mangrovie e torbiere assorbono fino a un terzo delle emissioni di CO2 a livello globale. I livelli più alti di biodiversità terrestre si trovano nelle foreste tropicali, che ospitano oltre l’80% delle specie di animali, piante e funghi terrestri. Circa 1,6 miliardi di persone dipendono dalle foreste per il proprio sostentamento e un quarto di tutte le medicine moderne proviene da piante della foresta tropicale. Tuttavia, la deforestazione continua a un ritmo allarmante, soprattutto nelle regioni tropicali. Ogni anno vengono distrutti 7 milioni di ettari di foresta, un’area grande all’incirca quanto l’Irlanda.
  • Circa un milione di specie animali e vegetali è a rischio estinzione. Un esempio dell’impatto della perdita di biodiversità sul benessere umano è il caso degli animali impollinatori, api e altri insetti, la cui abbondanza sta diminuendo rapidamente ma da cui tutti dipendiamo per la maggior parte della nostra frutta e verdura.
  • La necessità di conservare la biodiversità non è limitata all’ambiente terrestre. Si stima che tra il 20 e il 50% degli ecosistemi oceanici e costieri sia già danneggiato e, secondo, gli analisti, se fosse ripristinato potrebbe contribuire per il 14% all’assorbimento delle emissioni di CO2 (cosiddetto blue carbon ecosystem). Gli oceani svolgono anche un ruolo vitale nella mitigazione dei cambiamenti climatici, sono una fonte di proteine ​​per circa 3 miliardi di persone e contengono innumerevoli specie di cui sappiamo molto poco e che potrebbero essere la fonte di nuovi farmaci e materiali.
  • Il 95% della domanda di cibo a livello globale oggi dipende da 30 colture e di queste tre (mais, frumento e riso) le più minacciate dal cambiamento climatico costituiscono il 60% del fabbisogno calorico alimentare a livello globale. Questo impoverimento delle colture è dovuto ai modelli di iper specializzazione dell’agricoltura che sono stati seguiti fin qui e che, se non verranno modificati, abbatteranno di un altro 25% la biodiversità del Pianeta entro il 2050.
  • La pandemia di Covid-19 ha messo in evidenza i complessi legami tra le malattie infettive emergenti e il commercio non regolamentato di fauna selvatica. Oltre che la perdita di habitat, la frammentazione della biodiversità e i rischi di eventi meteorologici estremi. In particolare, le malattie zoonotiche emergenti, trasmesse da animali selvatici o domestici alle persone, è in aumento. Circa il 60% di tutte le malattie infettive note per infettare l’uomo e il 75% delle malattie infettive emergenti sono zoonotiche.

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IDEE DI INVESTIMENTO

Gli impegni presi a Cop 26 sono un passo avanti verso la conservazione delle biodiversità e la lotta al climate change. Ognuno di noi può fare la sua parte. Secondo l’analisi di Ingrid Kukuljan, Head of Impact and Sustainable Investing per la divisione internazionale di Federated Hermes investire in società che stanno fornendo soluzioni innovative ai bisogni critici del pianeta e della società è una buona idea nel lungo termine. Ad essere favoriti sono i titoli di qualità e growth nel settore sanitario e finanziario, attualmente esposti a forti megatrend e anche con una storia di difesa dei margini e di crescita degli utili a lungo termine.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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