L’acqua è una risorsa scarsa e ad essa è dedicato l’Obiettivo 6 dell’Agenda 2030 che punta a garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie. L’acqua, soprattutto se guardiamo al mare, è un’opportunità di sviluppo economico sostenibile nel lungo termine, una blue economy.

A questo ha pensato la Commissione Europea con il lancio di BlueInvest Fund. Un fondo di finanza sostenibile con una dote di 75 milioni di euro, varato insieme con il Fondo europeo per gli investimenti che ha un traguardo preciso. L’obiettivo è sostenere tutto ciò che ruota intorno al mare all’interno del più ampio Green Deal europeo. Il piano vuole portare l’Europa verso un’economia a zero emissioni entro il 2030.

Tutti i settori dell’economia del mare

Il mare della cosiddetta blue economy unisce settori molto diversi tra loro: dall’ittica al trasporto marittimo passando per le energie alternative fino alle biotecnologie. Dalla gestione delle coste, compresi alloggi e ristorazione, fino alla conservazione delle biodiversità.

Secondo il Blue Economy Report 2021 che si basa su dati aggiornati al 2018, l’economia blu dell’UE vale oltre 650 miliardi e ha quasi 5 milioni di occupati – in Italia vale 47 miliardi per 1 milione di posti di lavoro – ed è in continua crescita. Per questo l’Unione Europea ha raccomandato agli Stati membri di includere nei Piani di ripresa del Recovery Fund anche azioni che puntino al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini.

Vediamo in dettaglio quali sono gli ambiti su cui puntano i finanziamenti della Commissione UE diretti alla blu economy:

  • Il ripristino dell’ecosistema marino è il primo obiettivo e l’utilizzo di tecnologie innovative è un fattore abilitante. L’innovazione riguarderà in particolare la pesca e la gestione delle coste proteggendo i litorali a rischio erosione.
  • La riqualificazione dei porti e la decarbonizzazione del trasporto marittimo sono due elementi chiave.
  • Lo sviluppo di poli energetici rinnovabili in diverse regioni europee è la mossa chiave per produrre energia elettrica pulita in tutta l’UE.
  • L’affermazione di un’economia circolare e la riduzione della dispersione di plastiche è fondamentale per la preservazione delle biodiversità. Diminuendo così l’impatto ambientale sugli habitat marini, anche grazie a una produzione alimentare che guardi ad alghe e piante marine.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il rapporto 2021 dell’Unione Europea sulla blue economy pone l’accento sui settori emergenti, che sono ancora in pieno sviluppo e che hanno un potenziale significativo per il futuro.

  • La biotecnologia blu e la bioeconomia blu possono svolgere un ruolo cruciale come fornitori di alternative vegetali alla plastica e ad altre applicazioni petrolchimiche. Il settore è ancora agli inizi, il sottosettore più notevole è la produzione di alghe con un fatturato totale di 10,7 milioni di euro in Francia, Spagna e Portogallo. Nel 2022, la Commissione Europea adotterà una strategia contro le alghe per favorire lo sviluppo del settore.
  • Le attività emergenti di energia rinnovabile marina, tra cui l’energia eolica galleggiante offshore, l’energia delle onde e delle maree e l’energia solare fotovoltaica galleggiante, possono aiutare l’UE a raggiungere il suo obiettivo di neutralità del carbonio entro il 2050. Nel 2020, il 66% della capacità globale di energia del moto ondoso è stata installata nell’UE.
  • La digitalizzazione e l’innovazione tecnologica stanno trasformando il settore marittimo in quasi ogni aspetto delle sue operazioni. Dalle apparecchiature subacquee a quelle aeree, compreso un maggiore utilizzo di robot per scopi diversi, come sondaggi, ricerca scientifica, esplorazione di petrolio e gas, sorveglianza delle frontiere, ispezione delle infrastrutture e agricoltura. Si prevede che il valore di mercato globale del settore della robotica marittima raddoppierà entro il 2025.

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infografica Blue Economy

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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