Nella settimana che tira la volata alle elezioni politiche in Italia, il tema previdenziale è al centro della campagna elettorale tra Anticipo pensionistico volontario (APE), cumulo gratuito oltre alle promesse di abolizione della legge Fornero. Per il presidente dell’Inps, Tito Boeri, al di là delle proposte politiche, quello che servirebbe è un piano di legislatura che punti alla razionalizzazione degli strumenti esistenti, in modo da utilizzare al meglio le risorse e dare di più a chi ha più bisogno. Al momento, secondo Boeri, tutte le proposte sul piatto non tengono conto dei veri problemi della previdenza italiana: calo demografico e aumento della popolazione over 65, mentre giocano proprio sul contrario ovvero l’azzeramento dei flussi d’immigrati, l’unico modo per contrastare la diminuzione delle nascite, e l’aumento della spesa pensionistica con l’abolizione della Fornero.

Il calcolo è semplice. La popolazione oltre i 65 anni è destinata già nell’arco della prossima legislatura, ad aumentare fino al 24% del totale – ora siamo al 22% – e secondo Boeri se non si mette mano al welfare si rischia di scaricare sulle famiglie i problemi delle non autosufficienza a cui va destinato fino all’1% del Prodotto interno lordo (PIL) italiano entro il 2050, ma per il presidente dell’Inps questo valore dovrebbe aumentare fino almeno al 2%. In questo clima di promesse elettorali e slogan per conquistare il voto della popolazione anziana che aumenta ha preso il via l’APE  – uno strumento volontario che dà alle persone la possibilità di chiedere un prestito a fronte di una riduzione permanente della pensione futura – ed è stato raggiunto l’importante accordo che rende gratuito il cumulo dei contributi pensionistici versati in diverse gestioni grazie alla convenzione firmata fra INPS e ADEPP (Associazione delle Casse di previdenza dei professionisti), per dare operatività allo strumento previsto dalla precedente Legge di Bilancio e, sulla carta, in vigore dal primo gennaio 2017.

Non c’è dubbio che in questa fase di continua evoluzione del sistema previdenziale, tra riforme e contro riforme annunciate, la costruzione di una previdenza integrativa attraverso i fondi pensione sia una scelta sempre più adottata dagli italiani. Lo dimostrano i dati della Commissione di Vigilanza sui fondi pensione (Covip) secondo cui a fine 2017 gli iscritti sono saliti a quota 8,3 milioni (incluse le duplicazioni relative a coloro che sono iscritti contemporaneamente a più forme). Al netto delle uscite, la crescita dall’inizio dell’anno è stata di 554 mila unità (7,1%). Il successo c’è stato sia per i fondi negoziali (+8% rispetto al 2016) che sono saliti a 2,8 milioni e per i fondi aperti che sono saliti a 1,374 milioni di iscritti (+9,2% rispetto al 2016).

IDEE DI INVESTIMENTO

La scelta di un fondo pensione ha premiato finora in rendimento rispetto al Trattamento di fine rapporto (TFR), nonostante una tassazione inferiore sulla rivalutazione (il 17% al posto del 20% dei fondi pensione). Nel 2017 il TFR si è rivalutato, al netto dell’imposta sostitutiva, dell’1,7% con il 2,6% dei fondi negoziali e il 3,3% dei fondi aperti. E il risultato non cambia se si guarda agli ultimi dieci anni: i rendimenti medi annui composti dei fondi pensione hanno battuto il TFR: 3,3% per i fondi negoziali, 3% per i fondi aperti contro il 2,1% del Trattamento di fine rapporto. La nota negativa? Solo il 3,6% degli under 25 ha sottoscritto un fondo pensione, secondo i dati Covip, ed è invece proprio questo segmento di risparmiatori quello che avrebbe più bisogno di costruirsi una pensione integrativa.

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  • Arca previdenza. Fondo pensione che investe sui mercati finanziari con differenti profili ed offre 5 linee di investimento, diversificate per grado di rischio, dal più alto al più basso, di cui 2 garantite.
  • Seconda Pensione. Il fondo gestito da Amundi Sgr che consente di costruire nel tempo un trattamento pensionistico complementare al sistema obbligatorio investendo i contributi versati nelle differenti possibilità offerte dal fondo pensione. Il fondo è articolato in 5 comparti di investimento, differenziati per grado di rischio dal più dinamico al più prudente, e in 1 comparto garantito.

 

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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