Il 2018 sembra una fotocopia del 2017 con l’aggiunta di un ingrediente: la volatilità che sta piano piano rialzando la testa. Il nuovo anno, secondo quanto riportano i principali outlook 2018 delle case di investimento mondiali consultati da Online SIM, sarà favorevole alle Borse grazie alla ripresa economica globale che dovrebbe affermarsi, sostenuta dallo stimolo fiscale americano, dall’espansione del commercio internazionale, dalla solidità dei fondamentali societari e della crescita degli utili che continueranno a garantire un contesto favorevole alle asset class più rischiose anche nel 2018.

Restano alcuni elementi di incertezza come la prospettiva di un protezionismo commerciale emersa a seguito della Brexit, i rischi geopolitici concentrati in parte in Europa con le elezioni presidenziali russe e le politiche in Italia, entrambe in primavera, mentre tra l’estate e l’autunno il rischio politico si sposta in Messico e in Brasile. Secondo i gestori, la crescita è robusta in tutte le aree: negli Stati Uniti, in Europa e in Asia che beneficia di questo fenomeno globale oltre che della continua ripresa in Cina. Ma è il Giappone il mercato su cui i gestori puntano maggiormente gli occhi in questo 2018, grazie al vigore degli utili societari e al fatto che le riforme in atto a livello delle aziende si traducono in migliori rendimenti per gli azionisti.

IDEE DI INVESTIMENTO

Ecco le linee guida delle principali case di investimento globali (Aberdeen Standard Investments, Allianz, Amundi, Axa Investment Managers, BlackRock, Columbia Threadneedle Investments, Credit Suisse, Dorval, Hermes, Invesco, Jp Morgan, Natixis Investment Managers, Nomura, Pictet, Schroders, Templeton) per investire in fondi azionari nel 2018:

  • L’Europa è promettente, ma resta il rischio politico. Il 2018 vedrà certamente una conferma della crescita dell’economia europea – secondo l’analisi di Dorval dovrebbe attestarsi intorno al 2% – e degli utili per azione, intorno in media al 10%. Questa dinamica sarà sostenuta da un potenziale di recupero ancora significativo in Francia e nei paesi del sud Europa, dove la disoccupazione è tuttora alta. Anche l’edilizia dovrebbe continuare a risalire lentamente dopo il crollo degli anni 2008-2014. Così come per le obbligazioni, anche per le azioni il settore bancario, offre ancora un potenziale legato a un ciclo più favorevole, anche se non va sottovalutata l’entità delle prossime ricapitalizzazioni. Per quanto riguarda i settori, i gestori privilegiano le società che beneficiano maggiormente dello slancio di molti Paesi emergenti e intercettano la ripresa mondiale tramite le attività nel campo delle materie prime. Il rischio politico resta per le elezioni politiche in Italia e per quelle presidenziali in Russia, oltre alle conseguenze della Brexit.
  • Il Giappone è il mercato dell’anno. L’outlook 2018 è assolutamente positivo per la maggioranza dei gestori per una serie di ragioni: l’accelerazione degli utili societari; aspettative economiche solide; il calo dei rischi politici in seguito alla netta vittoria del premier Shinzo Abe alle recenti elezioni anticipate; e il fatto che le azioni giapponesi possono beneficiare del miglioramento generalizzato della congiuntura mondiale. Tra i settori da privilegiare ci sono la robotica e i big data. Secondo l’analisi di Nomura, una crescente attività di fusioni e acquisizioni tra il 2010 e il 2016 che indica un graduale ma costante consolidamento del mercato è favorevole alle piccole e medie imprese giapponesi rappresentano circa il 99% del numero complessivo di società, impiegano il 70% delle forze di lavoro e hanno registrato un aumento dell’età media dei loro presidenti ogni anno. Il trend continuerà nel 2018, alimentando il consolidamento del mercato giapponese che resta vincente.
  • L’America trainata dalla spinta degli utili e dal fisco. Il mercato americano secondo l’analisi di Pictet sconta già nelle quotazioni lo scenario macroeconomico ma nonostante la forte crescita durante l’anno, non è ancora nell’ultima fase di un mercato rialzista, come per esempio quelli del settore IT durante il 2000. Ci sono ancora opportunità di acquisto in alcuni settori in Usa, dove è atteso un consistente programma di stimolo fiscale entro l’anno che, secondo le stime,  si tradurrà in media in un aumento degli utili del 8% delle imprese americane, che si somma alla crescita del 10% già prevista dal mercato per il 2018. Ad essere penalizzate saranno le aziende soggette ad un’alta tassazione marginale e che producono pochi profitti all’estero, come ad esempio finanziari, energetici, mentre le PMI americane hanno le prospettive migliori e in generale le small cap americane sono favorite. I meno favoriti sono invece settori quali IT e farmaceutico, che hanno una forte vocazione internazionale.
  • Un anno cruciale per i mercati emergenti. Grazie a un favorevole contesto di crescita, anche il 2018 sarà con ogni probabilità un anno positivo per i mercati emergenti. Secondo l’analisi di Credit Suisse, le azioni dei mercati emergenti dovrebbero generare rendimenti assoluti lievemente al di sopra del 10%, con buone prospettive in particolare per le small cap. Nei mercati emergenti le partite correnti, l’inflazione e la crescita sono in generale favorevoli. Tra i mercati da preferire c’è l’India che dovrebbe accelerare nel nuovo anno fiscale, la Russia e il Brasile stanno già registrando una ripresa economica e ciò si riflette sulle stime degli utili e degli indici.
    La possibilità di escalation militare nella penisola coreana, nello Stretto di Taiwan o in Medio Oriente continuerà a tenere i mercati in bilico, facendoli cadere se le cose dovessero peggiorare.  La crescita degli utili è stata forte nei mercati emergenti. I gestori si aspettano che rimanga positiva, sebbene più moderata, anche nel 2018.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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