I leader del G7 si impegnano a combattere insieme il protezionismo, nonostante le tensioni sui dazi di Trump, ma quando si arriva al capitolo Russia sono tutti pronti non solo a mantenere ma anche a rafforzare le sanzioni, se necessario. Alla vigilia dei Mondiali di calcio (14 giugno-15 luglio 2018) orfani dell’Italia, gli occhi di milioni di spettatori saranno puntati sul Paese di Vladimir Putin che da tre anni, a seguito della crisi Ucraina, ha smesso di importare prodotti agricoli dall’Europa, ma ha aperto le frontiere per produrre prodotti francesi – per esempio formaggi e burro – direttamente sul proprio territorio. Nei negozi ormai non si trovano più prodotti a marchio UE e l’autarchia agricola verso cui Putin ha portato la Russia ha come obiettivo massimo quello di produrre tutto il necessario entro i propri confini.

Le cosiddette “contro sanzioni” russe hanno portato l’economia russa a tenere, in un anno in cui il rublo ha pagato il prezzo più pesante delle sanzioni, e ha continuato a crescere e ad attrarre investimenti stranieri. Secondo Hugo Bain, gestore del fondo Pictet-Russia, nonostante le recenti sanzioni abbiano fatto salire il premio per il rischio azionario, l’effetto a lungo termine sull’economia si pensa sarà contenuto. «L’economia russa è molto difficile da sanzionare in modo efficace», ha detto Bain. «L’integrazione dell’economia russa con l’Occidente è quasi interamente dovuta a energia e petrolio. Data la dipendenza dell’Europa dalle risorse russe, la prospettiva di sanzioni in questo segmento dell’economia è improbabile». Per il gestore di Pictet, dato il livello a cui si attestano ad oggi i prezzi del petrolio, la Russia si trova ancora in una situazione di surplus delle partite correnti e, aiutata da una legge fiscale che sterilizza la spesa su un livello del prezzo del petrolio a 40 dollari, il suo budget resta in salute.

Il rischio di nuove sanzioni, però, è sempre dietro l’angolo. Subito ci sono i Mondiali di calcio: quale sarà l’effetto sull’economia? Per gli analisti dell’agenzia di rating Moody’s il beneficio economico sarà minimo e solo di breve termine, anche se sottolineano che il miglioramento delle infrastrutture – strade, alberghi e rete fognaria – nella città che ospitano il torneo – le partite si giocano a Mosca, Kaliningrad, San Pietroburgo, Volgograd, Kazan, Nizhny Novgorod, Samara, Saransk, Rostov-sul-Don, Sochi e Ekaterinburg – porterà dei risparmi nel lungo periodo. Il business c’è tutto per il mercato pubblicitario globale che, secondo le ultime stime del centro media Zenith, potrebbe crescere del 10% nel 2018 con un ricavo complessivo di oltre 2 miliardi di euro per i Mondiali di calcio russi. Secondo il centro media, è la Cina il Paese che mostrerà l’incremento più significativo degli investimenti in pubblicità ed è una conferma del legame sempre più stretto tra le due potenze.

La conferma è arrivata al termine del vertice Shanghai Cooperation Organization (SCO), l’alleanza regionale guidata da Cina e Russia, di cui fanno parte Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, India e Pakistan che si è tenuta in concomitanza del G7 in Canada. La comunanza contro gli Usa e le sue sanzioni hanno trovato Russia e Cina ancora più determinate a cooperare in progetti energetici, industriali e nei trasporti. Tanto che è in dirittura di arrivo il Fondo di investimento Russia-Cina (RCIF) pari a un miliardo di dollari che saranno investiti proprio nei settori trasporti, turismo e infrastrutture.

 

IDEE DI INVESTIMENTO

Le ultime sanzioni americane hanno vietato ai cittadini e alle aziende statunitensi il commercio con o il possesso di azioni e obbligazioni di determinate società russe e congelano anche alcuni beni patrimoniali russi negli Stati Uniti. Questo ha portato a nuove pressioni sul rublo contro dollaro e a una correzione profonda del mercato russo a maggio. Inoltre, secondo i gestori di Raiffeisen Capital Management, la discesa della Borsa di Mosca ha colpito indiscriminatamente tutti i titoli, anche quelli che non sono stati direttamente colpiti dalle sanzioni, le azioni di società russe quotate su borse estere come Londra anche le azioni di società internazionali che sono molto attive in Russia. Per la Banca centrale russa, che è stata decisiva nel recente passato del Paese a sostegno della moneta, ha dichiarato di non ravvisare grandi rischi per la stabilità finanziaria del paese. Per i gestori di Pictet, lo scenario attuale è anomalo perché la crescita dei prezzi del petrolio è svincolata dalla caduta del rublo. Non c’è dubbio che il mercato russo vivrà un periodo di assestamento di breve termine, ma nuove sanzioni degli Stati Uniti o dei leader del G7 sono impossibili da prevedere.

La Russia ha un peso rilevante sui fondi azionari specializzati nell’Europa dell’Est che sta vivendo una profonda trasformazione economica, ma ha un ruolo centrale nei portafogli globali dei mercati emergenti, dove Cina, India e i Paesi dell’America Latina danno una direzione agli investimenti. La sfida Cina e India ha fatto bene ai portafogli dei fondi Paesi emergenti. Per investire direttamente sulla Russia ecco la top 5 dei fondi specializzati.

La top 5 dei fondi azionari che investono sulla Russia

ProdottoRendimento YTDRendimento 3y
Raiffeisen Azionario Russia (r)4,99%10,60%
HSBC GIF Russia Equity4,79%11,41%
Pictet - Russia Index Classe R Eur4,42%9,14%
UBS (Lux) Equity SICAV - Russia (USD) Q-acc2,81%10,49%
Amundi Funds II - Russian Equity E EUR ND2,59%11,11%
Nella tabella, i migliori fondi azionari che investono sulla borsa russa ordinati per rendimento da inizio anno. Fonte: Morningstar. Dati in euro.

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Note

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