Il tema dell’investimento responsabile è qualcosa di più di un trend per il mercato del risparmio gestito. Sull’altare della sostenibilità e del bene del pianeta i grandi investitori hanno ridisegnato le loro strategie di investimento e hanno trovato il consenso prima di tutto nella fascia più facoltosa di investitori. Essere socialmente responsabili è politically correct in ogni occasione, ma come tutti i fenomeni che diventano di moda (al di fuori di poche parole d’ordine come etica e sostenibilità), non c’è convergenza su quale sia l’impatto dell’investimento.

I numeri riportati dal Financial Times sono una conferma. Il quotidiano economico ha messo insieme i dati di un sondaggio del 2017 condotto dall’osservatorio più accreditato in materia di investimenti responsabili, il Global Impact Investing Network con quelli, sempre del 2017, del Sustainable Investment Forum.
Dai dati del GIIN
si può stimare un valore di 114 miliardi di dollari in attività in gestione mentre il Sustainable Investment Forum, nato in America ed esportato anche in Europa, su iniziativa di Climate Action e UNEP Finance Initiative, la partnership globale tra il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente e il settore finanziario, ha stimato la dimensione globale del fenomeno investimenti sostenibili in 22.900 miliardi di dollari.

I numeri, evidentemente, non coincidono e certamente si riferiscono a universi di investimento diversi.
La ragione sta tutta nella difficoltà di definire “social investing” un prodotto finanziario, perché la sigla ESG (Environmental, Social and Governance) al fianco del prodotto è diventata un passpartout funzionale al marketing. Per essere definito socialmente responsabile un prodotto finanziario deve avere due caratteristiche chiave:

  • Avere un impatto diretto e verificabile sulla vita delle persone combattendo la povertà e investire con criteri rispettosi prima di tutto dell’ambiente, in secondo luogo dei diritti umani e di genere, e in terzo luogo delle pratiche di governo societarie.
  • Deve fornire un rendimento di mercato corretto per il rischio che si corre perseguendo l’obiettivo di investimento.

Soddisfare tutti i criteri è difficile. Per questo spesso i prodotti sono ESG, e quindi investono secondo criteri rispettosi degli Obiettivi Sdgs dell’Agenda 2030, ma allo stesso non combattono la povertà quindi non possono essere definiti social investing. Come sviluppare prodotti che mettano insieme tutto? Ci vorrà un po ‘di lavoro, ma il primo passo è chiarire quali sono gli investimenti che hanno un impatto sugli obiettivi Sdgs dell’Agenda 2030.

IDEE DI INVESTIMENTO

Per rendere più semplice la riconoscibilità dei fondi socialmente responsabili, la Commissione Europea ha previsto di creare un marchio Ue per i prodotti finanziari “green” e rivedere i requisiti prudenziali per le banche quando sostengono investimenti di questo tipo. A richiedere l’etichetta potranno essere tutti i prodotti che adesso riportano la sigla ESG. Tra gli obiettivi della Commissione Europea c’è anche la realizzazione di un sistema di rating ESG che usi criteri uniformi per tutti prodotti del risparmio offerti agli investitori, anche quelli assicurativi.

La protezione dell’ambiente è uno degli obiettivi primari dell’Agenda 2030 su cui si basa la costruzione di un portafoglio socialmente responsabile e basato sui criteri ESG. Per misurare il rispetto dell’ambiente è nato il Portfolio carbon risk score di Morningstar che valuta i rischi derivanti dall’esposizione alle fonti fossili e dalla mancata transizione verso un sistema produttivo meno inquinante.
Nella tabella i migliori fondi per rendimento a tre anni misurati per carbon risk score.

Migliori fondi azionari Low carbon per rendimento

ProdottoRendimento 3yCarbon risk scoreCarbon Risk classificationFund Fossil Fuel Involvement
Oddo BHF Avenir CR-EUR11,14%8,11Low Risk0,00%
Investec GSF American Equity A Inc USD8,06%2,97Low Risk0,00%
Janus Henderson Horizon Fund - US Growth Fund Classe A2 Acc Usd6,43%7,75Low Risk0,00%
BL-Equities America B USD6,04%6,44Low Risk0,97%
Comgest Growth America USD Acc5,55%3,09%Low Risk0,99%
Allianz Global Sustainability A USD3,94%6,07%Low Risk3,94%
Lazard Equity SRI C3,56%6,79Low Risk1,39%
AXAWF Fram Human Capital F Cap EUR3,17%10,78Medium Risk5,01%
Comgest Growth Europe EUR Acc2,97%3,64Low Risk0,00%
DPAM Invest B Equities World Sustainable2,96%5,57Low Risk1,87%
Parvest Equity Germany C C2,83%10,29Medium Risk4,60%
Vontobel Emerging Markets Equity B2,59%9,15Low Risk1,25%
DPAM INVEST B Equities Europe Sust B Cap2,56%6,25Low Risk3,86%
NEF Emerging Market Equity R Acc2,54%9,15Low Risk1,26%
BL-Equities Horizon B EUR1,94%5,35Low Risk0,00%
Fonte: Morningstar Direct. Performance % in euro a tre anni annualizzate al 30 aprile 2018. Carbon risk score, Fossil fuel involvement e Low carbon designation ad aprile 2018. Sono stati considerati i fondi azionari con 5 globi di Morningstar Sustainability rating e Low carbon designation. Per ciascuno è stata presa solo la classe più anziana, escludendo gli istituzionali e i fondi con soglia minima di ingresso superiore ai 10 mila euro.

Per fare il check-up di portafoglio e scoprire come migliorare il tuo investimento in fondi visita il sito Online SIM.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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