La quotazione record di SpaceX ha riacceso l’entusiasmo degli investitori per le grandi IPO tecnologiche. Con Anthropic e OpenAI in attesa di sbarcare in Borsa, torna una domanda che accompagna ogni fase di euforia dei mercati: conviene acquistare subito o aspettare? Dopo anni di mercato rallentato da tassi elevati, inflazione e volatilità, il 2026 sta segnando il ritorno delle grandi Initial Public Offering (IPO).
A fare da apripista è stata la quotazione al Nasdaq di SpaceX, destinata a entrare nella storia come una delle più grandi IPO di sempre. La società fondata da Elon Musk ha raccolto 75 miliardi di dollari collocando oltre 555 milioni di azioni a 135 dollari ciascuna, per una valutazione di circa 1.800 miliardi di dollari. La domanda ha superato di oltre quattro volte l’offerta disponibile, con gli investitori retail che da soli hanno presentato ordini superiori a 100 miliardi di dollari.
Ma SpaceX potrebbe essere solo l’inizio. Gli investitori guardano già alle prossime candidate alla quotazione: Anthropic, valutata circa 965 miliardi di dollari nei più recenti round privati, e OpenAI, che ha raggiunto una valutazione di circa 852 miliardi di dollari. Se Anthropic arriverà in borsa nel corso dell’estate e OpenAI entro novembre, il club delle aziende da oltre mille miliardi di dollari potrebbe allargarsi ulteriormente. Dietro questa nuova ondata di IPO ci sono due grandi temi secolari che stanno catalizzando l’interesse degli investitori: l’intelligenza artificiale e il comparto aerospaziale-difesa. Due settori considerati tra i principali motori della crescita economica del prossimo decennio.
La corsa alle azioni IA ricorda il boom delle dot-com
Le future quotazioni di Anthropic e OpenAI arrivano in una fase in cui l’intelligenza artificiale domina le strategie degli investitori. I colossi tecnologici come Alphabet, Meta, Amazon e Microsoft stanno investendo centinaia di miliardi di dollari nella costruzione di infrastrutture AI, generando ricadute positive lungo tutta la catena del valore: dai produttori di semiconduttori ai fornitori di energia, fino alle società di costruzione e ai data center. Le aziende che si preparano alla quotazione sono già considerate leader nei rispettivi segmenti e potrebbero consolidare ulteriormente il proprio vantaggio competitivo nei prossimi anni. Tuttavia, il forte entusiasmo degli investitori ricorda a molti osservatori un precedente storico: la bolla delle dot-com alla fine degli anni Novanta.
All’epoca, società come VA Linux, Ask Jeeves e Webvan arrivarono rapidamente sui mercati pubblici, alimentando una corsa all’acquisto di qualsiasi titolo legato a Internet. Quando però scaddero i periodi di lock-up e gli investitori iniziali iniziarono a vendere le proprie quote, l’aumento dell’offerta di azioni modificò profondamente l’equilibrio tra domanda e offerta, contribuendo allo scoppio della bolla. Naturalmente il contesto odierno è molto diverso. Le aziende che oggi si preparano alla quotazione sono generalmente più mature, hanno dimensioni molto maggiori e modelli di business più consolidati rispetto alle startup dell’era Internet. Ma il rischio che l’euforia iniziale porti a valutazioni eccessive resta un elemento che gli investitori devono considerare.
Cosa insegna la storia delle grandi IPO tecnologiche
Una delle domande più frequenti tra gli investitori riguarda il momento migliore per acquistare azioni di una società appena quotata. Secondo un’analisi di Truist Wealth per Bloomberg su 30 importanti IPO tecnologiche degli ultimi 15 anni, il calo massimo medio registrato nel primo anno di negoziazione è stato pari al 55%. Anche i rendimenti medi nei sei mesi successivi alla quotazione si sono rivelati generalmente negativi.
Le ragioni sono diverse:
- disponibilità iniziale limitata di azioni;
- forte entusiasmo speculativo nei primi giorni;
- scadenza dei periodi di lock-up;
- vendite da parte degli investitori iniziali;
- progressiva normalizzazione delle valutazioni.
Eppure, la storia mostra che molte delle migliori società tecnologiche hanno premiato gli investitori pazienti.
Meta: un inizio difficile, poi il boom
Quando Facebook debuttò in Borsa nel 2012, con un prezzo di collocamento di 38 dollari per azione, il primo giorno di contrattazioni fu deludente. Nei successivi dodici mesi il titolo perse oltre il 30%, alimentando dubbi sulla sostenibilità del modello di business. Successivamente, però, Meta Platforms è diventata una delle aziende più importanti al mondo e oggi quota oltre il 1.400% sopra il prezzo dell’IPO.
Tesla: volatilità estrema ma rendimenti straordinari
Anche Tesla rappresenta un caso emblematico. Dopo la quotazione del 2010, il titolo ha attraversato mesi caratterizzati da forti oscillazioni e performance inferiori all’indice S&P 500. Solo successivamente il mercato ha iniziato a riconoscere il potenziale della società. Da allora le azioni Tesla hanno registrato una crescita superiore al 25.000% rispetto al prezzo dell’IPO.
CoreWeave: il fenomeno AI del 2025
Più recente è il caso di CoreWeave, società specializzata nel cloud computing per l’intelligenza artificiale. La quotazione del marzo 2025 fu inizialmente complicata e richiese anche il supporto di Nvidia per essere completata. Dopo un debutto poco brillante, il titolo è però salito di oltre il 400% nei mesi successivi, salvo poi perdere circa metà dei guadagni accumulati. Un esempio che mostra come anche le storie di successo possano essere accompagnate da una volatilità molto elevata.
Perché è tornata la febbre da IPO
Secondo Morgan Stanley, il mercato globale delle IPO sta vivendo una nuova fase di espansione. Nel primo trimestre 2026 le emissioni azionarie globali sono aumentate del 43% su base annua, raggiungendo 256,8 miliardi di dollari, mentre il valore delle IPO è cresciuto del 40%, fino a 45 miliardi di dollari.
La ripresa è sostenuta da diversi fattori:
- una pipeline di società più mature e di grandi dimensioni;
- anni di abbondante capitale privato che hanno consentito alle aziende di crescere prima della quotazione;
- il ritorno degli investitori retail;
- l’attività dei fondi di private equity che cercano vie di uscita dai propri investimenti;
- l’interesse verso megatrend come intelligenza artificiale, difesa e spazio.
A differenza del passato, molte società arrivano oggi in Borsa dopo aver raggiunto dimensioni e livelli di maturità che un tempo erano riservati alle aziende già quotate da anni.
Come investire nelle prossime mega-IPO: 5 regole da seguire
Le future quotazioni di Anthropic e OpenAI potrebbero rappresentare eventi storici per i mercati finanziari. Tuttavia, l’entusiasmo non dovrebbe sostituire la disciplina. Ecco cinque indicazioni utili per gli investitori:
- Evitare di inseguire l’euforia del primo giorno. I rialzi iniziali possono essere molto spettacolari, ma spesso sono seguiti da correzioni significative nei mesi successivi.
- Valutare il business, non solo il tema di moda. Non basta che un’azienda operi nell’intelligenza artificiale o nello spazio. È importante analizzare ricavi, redditività, vantaggi competitivi e prospettive di crescita.
- Prestare attenzione al lock-up. La scadenza dei periodi che limitano la vendita delle azioni da parte degli insider può generare nuova pressione ribassista sul titolo.
- Investire con un orizzonte di lungo periodo. Le storie di successo come Meta e Tesla mostrano che il valore si è creato negli anni, non nei primi giorni di contrattazione.
- Mantenere una corretta diversificazione. Anche le IPO più promettenti comportano rischi elevati. Per questo dovrebbero rappresentare solo una parte limitata di un portafoglio ben diversificato.
IDEE DI INVESTIMENTO
La quotazione di SpaceX ha segnato il ritorno delle grandi IPO tecnologiche e potrebbe essere seguita da quelle di Anthropic e OpenAI. L’entusiasmo degli investitori è alimentato dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale e dalla crescita del settore spaziale, ma la storia insegna che acquistare immediatamente dopo una quotazione non sempre è la scelta migliore.
Per chi investe, la sfida non è individuare la prossima grande IPO, ma capire quando il prezzo riflette davvero il valore dell’azienda. In un mercato dominato dall’entusiasmo, la pazienza continua a essere una delle qualità più preziose.
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Note
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