Non ha ancora formato il governo ma l’effetto Draghi già si sente sull’economia e sulla Borsa italiana.

In una sola settimana dall’annuncio dell’incarico affidato all’ex governatore della BCE, il rendimento del FTSE MIB è salito di circa il 7% con i titoli finanziari, in particolare le banche, che hanno avuto in media un rialzo vicino al 9%. Il merito è della discesa dello spread che è tornato sotto quota 100, quasi ai livelli del 2015, che ha determinato una discesa dei rendimenti dei titoli di Stato italiani, in particolare il Btp, che sono detenuti in larga parte da istituti di credito ed assicurazioni italiane. Questo significa grandi risparmi nei bilanci dei titoli finanziari e, soprattutto, per il bilancio pubblico: secondo l’Osservatorio sui Conti Pubblici di Carlo Cottarelli, il calo dei rendimenti genera un risparmio teorico per lo Stato italiano di quasi un miliardo di euro che deriva dai minori interessi che il Tesoro dovrà pagare sui circa 500 miliardi di Btp da rinnovare nel 2020.

Mario Draghi piace e dà fiducia ai mercati perché ha dato il via a un circolo virtuoso di lungo termine. Secondo l’analisi di Pictet Asset Management, i risparmi sugli interessi già maturati in tutta la fase di discesa dei rendimenti a livello globale consente di emettere oggi obbligazioni statali a tassi mediamente (tra BOT, CCT, BTP, ecc.) vicini allo 0%, ben al di sotto del costo medio del nostro debito pregresso (pari a circa il 2,5%) e un ulteriore restringimento dello spread di circa 50 punti base, varrebbe ogni anno, un ulteriore risparmio quantificabile in circa 1,5 miliardi di euro. Ma non solo: il differenziale di rendimento dovrebbe comprimersi ulteriormente da qui al 2027 con l’erogazione dei fondi del Recovery Fund destinati alle riforme strutturali del Paese. Secondo l’analisi di Columbia Threadneedle Investments, anche considerando il successo della transizione verso un governo Draghi, rimangono incertezze sul futuro a breve termine, sia per quanto riguarda l’uso del Recovery Fund, sia per lo sviluppo del piano di vaccinazione per Covid-19 e soprattutto per il loro impatto sulla crescita del PIL.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il mercato azionario italiano ha chiuso il 2020 in coda rispetto agli altri mercati europei per il forte peso dei titoli domestici e value. L’effetto Draghi sulla Borsa italiana, secondo l’analisi di Intermonte Sim e AcomeA sgr, potrebbe far recuperare il terreno perduto in particolare:

  • un governo istituzionale supporta il consolidamento nel settore bancario e dei titoli finanziari in generale che hanno un peso importante sull’indice FTSE MIB
  • un’accelerazione nella stesura e approvazione del Recovery Plan indirizzerebbe investimenti, per esempio, nelle infrastrutture e nel 5G
  • l’arrivo di Draghi dà fiducia anche agli investitori internazionali che potrebbero indirizzare parte dei loro investimenti sul mercato italiano considerato in genere periferico. In particolare, nel breve termine ne beneficeranno le large cap per un’esposizione sul nostro Paese in chiave tattica. Successivamente, se l’interesse per l’Italia sarà concreto ne beneficeranno le Mid e Small cap
  • l’effetto positivo impresso da Draghi dovrà essere sostenuto nel medio termine da crescita del PIL, inflazione e utili aziendali, che sono strettamente collegati all’andamento della pandemia e alla ripresa della produzione industriale italiana.

Per investire sul mercato italiano ci sono fondi comuni di investimento focalizzati solo sulla Borsa di Milano molti dei quali hanno anche una classe PIR che dà la possibilità di investire secondo la formula dei PIR che offre una serie di vantaggi fiscali nel lungo termine (minimo 5 anni).

Ecco la Top 10 per rendimento dei fondi che investono sull’Italia:

  • Anthilia Small Cap Italia Classe A Eur Acc è un azionario Italia che investe in azioni emesse da imprese con sede o stabile organizzazione in Italia con capitalizzazione inferiore o pari a 500 milioni di euro, anche non negoziati nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione. Almeno il 30% del portafoglio è investito in azioni di imprese diverse da quelle inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana o in indici equivalenti in altri mercati regolamentati. Può investire fino a un massimo del 20% in azioni europee. Il fondo è partito del 2017 e rende a un anno il 23,47% secondo dati Morningstar aggiornati a febbraio 2021. Il fondo è disponibile anche in un’altra classe Anthilia Small Cap Italia Classe A30 Eur Acc che rende a un anno il 23,25%.
  • Arca Economia Reale Equity Italia Classe PIR è un azionario Italia e investe principalmente in azioni di emittenti italiani a media e piccola capitalizzazione con prospettive di crescita stabili nel tempo. Il fondo partito nel 2029 adotta la formula PIR e rende a un anno il 20,51% secondo dati Morningstar aggiornati a febbraio 2021. E’ disponibile anche un’altra classe del fondo Arca Economia Reale Equity Italia Eur Classe P che rende a un anno il 20,49%.
  • Symphonia Azionario Small Cap Italia PIR investe principalmente in strumenti finanziari di tipo azionario denominati in Euro e sino al 10% in valute estere e adotta la formula PIR. Partito nel 2017 il fondo rende a un anno il 15,77% secondo dati Morningstar aggiornati a febbraio 2021. E’ disponibile anche un’altra classe del fondo Symphonia Azionario Small Cap Italia che rende il 15,76%.
  • Kairos International SICAV – Italia PIR P è un azionario Italia che investe su azioni e obbligazioni italiane secondo una strategia long/short. Il fondo partito nel 2017 adotta la formula Pir e rende a un anno il 10,57% secondo dati Morningstar aggiornati a febbraio 2021.
  • Schroder International Selection Fund Italian Equity C Accumulation EUR è un azionario Italia che investe esclusivamente in azioni italiane. Partito nel 2000, rende a un anno il 5,81% secondo dati Morningstar aggiornati a febbraio 2021. Ci sono diverse altre classi del fondo Schroder Italian Equity Classe A (+5,23% a un anno) che adotta la formula PIR; Schroder Italian Equity Classe B (+4,60% a un anno) che adotta la formula PIR; Schroder Italian Equity Classe A1 (+4,43% a un anno) che adotta la formula PIR.
  • AXA World Funds – Framlington Italy A Capitalisation EUR è un azionario Italia che investe almeno due terzi del suo patrimonio netto in una gamma ampiamente diversificata di titoli azionari quotati ed equity-linked italiani. Partito nel 1997 rende a un anno il 4,55% secondo dati Morningstar aggiornati a febbraio 2021.
  • Fondersel PMI. è un azionario Italia di Ersel Asset Management, che investe esclusivamente sul mercato italiano con particolare riferimento alle Pmi. Partito nel 1990, rende a un anno il 4,27% secondo dati Morningstar aggiornati a febbraio 2021. Adotta la formula PIR.
  • Fidelity Italy Fund classe A è un azionario Italia che investe principalmente in azioni italiane. Partito nel 2013 adotta la formula PIR e rende a un anno il 2,84% secondo dati Morningstar aggiornati a febbraio 2021. E’ disponibile anche un’altra classe Fidelity Italy Fund E Acc, partita nel 2007 che adotta la formula PIR e rende a un anno il 2,07%.
  • Acomea PMITALIA ESG è un azionario Italia partito nel 1992 che investe specificamente in piccole e medie imprese italiane allo scopo di supportarle nel miglioramento dei criteri ESG all’interno del proprio modello di business. Adotta anche la formula PIR. Il fondo rende a un anno l’1,05% secondo dati Morningstar aggiornati a febbraio 2021.
  • Eurizon Azioni Pmi Italia è un azionario Italia che investe in azioni denominate in euro di emittenti a media capitalizzazione quotati nei mercati regolamentati italiani. Il fondo rende a un anno lo 0,20% secondo dati Morningstar aggiornati a febbraio 2021 e adotta la formula PIR.

Sulla piattaforma Online SIM è possibile sottoscrivere i fondi PIR e aprire un conto dedicato.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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