Il comparto sanitario è composto da sotto settori innovativi che guidano megatrend di investimento di lungo termine. La medicina di genere è uno di questi ed è in continuo sviluppo.

Cos’è la medicina di genere?

Se guardiamo alla definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) la medicina di genere è lo studio dell’influenza delle differenze biologiche. Queste sono definite dal sesso, e socio-economiche e culturali, che sono definite dal genere, sullo stato di salute e di malattia di ogni persona. La definizione dell’OMS è piuttosto recente – risale al 1998 – e si è resa necessaria all’interno del cosiddetto Equity Act che mira a definire principi per garantire un trattamento equo delle cure mediche.

La medicina di genere è quindi storia recente e anche la sperimentazione di farmaci si è aperta al genere femminile solo dopo il 1991. La ragione? La medicina, fin dalle sue origini, ha avuto un’impostazione androcentrica, guardando alla salute femminile per i soli aspetti specifici correlati alla riproduzione e a specifiche branchie della medicina (seno, utero, ovaie).

Per approfondire l’argomento ascolta il podcast sulla medicina di genere a cura di Federica De Giorgis, del Team Financial Advisory di Ersel, e Sergio Allegri, Responsabile della Ricerca Tematica di Ersel e Fund Manager del fondo Leadersel Innotech ESG, che pone l’accento su tutto il mondo della female technology.

Medicina di genere: stesse malattie con sintomi diversi

Oggi non è più così. La medicina ha compreso che uomini e donne possono avere le stesse patologie pur avendo sintomi diversi. Per esempio, in caso di infarto i sintomi più comuni per un uomo sono il dolore al petto e al braccio sinistro, mentre per una donna i sintomi più comuni sono mal di schiena e una sensazione di nausea.

Comprendere la diversità dei sintomi risulta quindi fondamentale per salvare vite. Da qui la necessità di porre particolare attenzione allo studio del genere inserendo questa nuova dimensione della medicina in tutte le aree mediche. Lo studio sulla salute della donna non è più circoscritto alle patologie esclusivamente femminili, ma rientra nell’ambito della medicina genere specifica.

Come investire: la female technology

Per investire sulla medicina di genere il percorso più corretto è guardare alla female technology. Ovvero tutte le aziende che uniscono medicina e tecnologia guardando anche al genere. La definizione di female technology si deve all’imprenditrice danese Ida Tin che nel 2012 partì con una App chiamata Clue che serviva a monitorare il ciclo e la fertilità delle donne.

Nel 2016, quattro anni dopo il lancio di Clue, Tin ha coniato l’espressione “femtech” in cui rientrano tutte le start up innovative del settore medicina di genere. Siamo quindi proprio all’inizio di questa rivoluzione tecnologico scientifica che punta a prevenire, curare o alleviare problemi di salute specifici della donna, ma che vede già tante società specializzate nel settore.

Siamo all’inizio di un percorso scientifico e non dobbiamo dimenticare che il punto di partenza è ben descritto dal libro Invisible Women di Caroline Criado Perez che ha vinto il Royal Society Science Book Prize nel 2019. Il libro parte dai dati scientifici per analizzare i pregiudizi nei confronti delle donne in un mondo progettato per e dagli uomini.

IDEE DI INVESTIMENTO

Investire sulla parità di genere anche in campo sanitario rientra nell’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030. Tale obiettivo punta ad ottenere la parità di genere, non solo tra sessi, ma anche tra razze, culture, reddito e istruzione e guida un megatrend di investimento sostenibile.

Il portafoglio modello per investire

Per investire con una diversificazione ampia che ha come obiettivo diraggiungere l’equità di genere Online SIM offre un portafoglio modello che punta sull’uguaglianza di genere che ha un rendimento annualizzato del 3,33% (dati aggiornati a ottobre 2022). Costruito in collaborazione con Main Street Partners, boutique finanziaria inglese specializzata in ESG.

Il portafoglio modello investe in fondi tematici che guardano alla parità di genere e in fondi generalisti che puntano su aziende ben posizionate su alcune metriche legate al tema (per esempio, percentuale di donne in CdA, percentuale di donne nel top management, la soddisfazione degli impiegati). Queste metriche vengono ricalcolate periodicamente e comunicate all’investitore in modo da dargli il senso di un investimento tangibile con degli obiettivi chiari e trasparenti.

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Scopri gli altri fondi ESG disponibili sulla nostra piattaforma per investire sui trend di lungo termine della sostenibilità ambientale e sociale.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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