Il primo a suonare la sirena della recessione è stato Jamie Dimon, Amministratore Delegato di JP Morgan, che si aspetta un uragano economico nei prossimi mesi. Questo sia a causa della guerra Russia-Ucraina, sia per colpa dell’inflazione. Le dichiarazioni di Dimon hanno aperto la strada ai timori del mercato. La schiera dei grandi investitori sempre più preoccupati di una possibile recessione si sta allargando di giorno in giorno. Tra questi c’è Deutsche Bank che ha parlato apertamente di recessione precoce e grave a partire dal 2023 in linea con quanto ipotizzato anche da Moody’s.

Tra i pessimisti si sono iscritti anche Goldman Sachs. Per la banca d’affari c’è il 30% di possibilità che il mondo entri in recessione per la metà del 2023. La giapponese Nomura ipotizza invece una lieve frenata entro la fine del 2022.

Nella schiera dei debolmente pessimisti ci sono Morgan Stanley e Wells Fargo. Le due banche d’affari americane non negano che una recessione possa arrivare, ma prevedono che non sarà troppo lunga. Tra le voci debolmente ottimiste si iscrive Citigroup che non crede nella recessione, ma in una crescita rallentata.

Se si guarda al consensus degli analisti di Bloomberg, termometro del mercato per ora, le probabilità di recessione sono ampiamente inferiori al 50%. Non c’è dubbio però che il clima sul mercato sia cambiato rispetto a sei mesi fa. Per il punto su manovre delle banche centrali, recessione e impatto sui mercati obbligazionari e azionari c’è il podcast di Ersel a cura di Mattia Rossetti, Responsabile Financial Advisory.

Alcuni punti chiave dello scenario attuale:

  • L’impennata dei prezzi dell’energia e delle materie prime sta diventando insostenibile. Tanto che gli Stati Uniti hanno lanciato al G7 la proposta di mettere un tetto al prezzo del petrolio. L’Europa sta valutando se questa possa essere una soluzione plausibile da percorrere. L’impennata dei prezzi delle materie prime ha un impatto diretto sull’inflazione
  • L’aumento dei prezzi dei generi alimentari e le difficoltà nell’approvvigionamento hanno innescato una crisi alimentare che è una conseguenza diretta della guerra Russia-Ucraina. Anche in questo caso c’è un impatto diretto sull’inflazione.
  • Le manovre delle banche centrali per contenere l’inflazione hanno portato al rialzo dei tassi anche in Europa. Il livello di inflazione vicino all’8% è ai massimi da 40 anni a questa parte in Europa e negli Stati Uniti. Questo porta le banche centrali a rialzare i tassi in un momento in cui la crescita economica è rallentata. La combinazione tassi in su e crescita in discesa porta alla recessione.

IDEE DI INVESTIMENTO

L’ipotesi più accreditata tra analisti e gestori è che si arrivi a una recessione che non risparmierà America ed Europa ma potrebbe solo lambire l’Asia. I segnali di recessione in Borsa si vedono a Wall Street con la frenata dei settori ciclici (auto e casa) e in Europa con tutti i settori fortemente legati all’energia che sono entrati in difficoltà. In un mercato come questo dove, secondo l’analisi di Payden & Rygel, le banche centrali inseguono i mercati alzando i tassi a un livello tale già scontato dalle Borse, è più difficile trovare rifugio in settori che finora hanno contrastato la correzione delle ultime settimane.

Qual è la strategia migliore in questi casi?

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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