L’amministratore delegato di Facebook Inc. Mark Zuckerberg ha affermato che il futuro dello sviluppo dei prodotti della sua azienda sarà incentrato sulla comunicazione privata, effimera e crittografata, un cambiamento sorprendente per il social network che ha costruito la propria attività sulla condivisione aperta. E’ una decisione che arriva a poche settimane dal giro di vite sulla privacy che il gigante dei social media ha deciso di implementare proprio alla vigilia dell’appuntamento elettorale in Europa. Perché questo cambio di strategia? Zuckerberg lo ha spiegato direttamente in un post sul blog dove partendo proprio dall’analisi della privacy degli utenti – al momento sono circa 1 miliardo a livello globale – arriva alla conclusione che il tempo di permanenza sui social è destinato a diminuire cambiando le abitudini di utilizzo che fin qui sono note.

Secondo l’analisi del fondatore di Facebook che prima con le parole – anche attraverso WhatsApp – ora sempre di più con le immagini e le stories attraverso Instagram, ha cambiato il modo di comunicare delle persone, oggi la maggior parte degli utenti social vuole interagire privatamente o in gruppi più ristretti, uscendo da quella che è nota “la piazza digitale” di Facebook e Instagram. Per questo Zuckerberg vuole ricostruire molte delle sue funzionalità, sottolineando che gruppi piccoli e post temporanei più privati sono le aree in più rapida crescita delle comunicazioni digitali.

Messaggi e storie private sono il contrario della strategia che ha portato al successo Facebook, tanto che lo stesso fondatore pensa che in molti non crederanno a questo cambiamento che l’azienda vuole percorrere, ma sottolinea come questa sia “una scelta dell’utente” e più volte nel post ripete il concetto “la gente vuole”. Per gli analisti, Zuckerberg si nasconderebbe dietro alla “volontà della gente” per cercare di risolvere due dei principali problemi di privacy che pendono sulla testa della sua società: utenti e governi sono preoccupati di mantenere private le informazioni personali sul social network e Facebook ha faticato a fermare la diffusione di contenuti falsi o violenti in qualche modo.

La politica Usa mette Facebook e le altre Big Tech sotto pressione

L’introduzione di una messaggistica criptata potrebbe essere più sicura, per esempio, per i dissidenti governativi e per tutti i soggetti che hanno punti di vista controversi. Il passaggio potrebbe anche creare più spazi online che Facebook non sarebbe in grado di monitorare o sorvegliare, in un momento in cui i messaggi crittografati e anonimi sull’applicazione di messaggistica di WhatsApp di Facebook stanno già aiutando la violenza e il conflitto in luoghi come l’India. E soprattutto Zuckerberg non chiarisce come questo cambio di strategia possa incidere sui ricavi pubblicitari del social media.

Una cosa però è certa. Il post di Zuckerberg riapre il dibattito sulle persone come guardiani dei social network e sul ruolo di Internet che può fornire coesione sociale e di valori, ma anche il contrario un mondo globale con diverse culture, etnie e religioni. In pratica è in corso una battaglia esistenziale sul controllo dei social network al termine della quale sarà ridefinito un nuovo assetto di potere.

Il cambio di strategia di Facebook arriva in un momento in cui la politica americana si sta occupando del settore tecnologia per cambiare il mercato. Ha fatto molto discutere la presa di posizione della senatrice democratica Elizabeth Warren – che è una delle candidate alle primarie del partito nella corsa alle elezioni presidenziali del 2020 – che dalle pagine del New York Times ha ribadito come servano nuove regole per la concorrenza che spezzino lo strapotere del Big tech come Amazon e Facebook e, in particolare, limitino le fusioni oltre a vietare alle aziende di e-commerce di vendere sulla piattaforma i propri prodotti. La conseguenza, nel mondo disegnato da Warren, sarebbe il divorzio di Facebook da Instagram, su cui punta per i ricavi futuri, e da WhatsApp, ma anche la fine di operazioni che hanno dominato il mercato nell’ultimo anno come la vendita di Whole Foods da parte di Amazon e quello di Waze da parte di Google. Si tratta al momento di pure ipotesi, ma non c’è dubbio che la regolamentazione del settore tecnologico sarà un campo di battaglia per i candidati alle prossime elezioni presidenziali.

IDEE DI INVESTIMENTO

Quando si parla di tecnologia americana la sigla FAANG è quella su cui puntare. Dopo una correzione nell’ultimo trimestre del 2028, a gennaio i titoli tecnologici americani avevano di nuovo infiammato il mercato, ma nelle ultime settimane hanno ripiegato sui livelli di fine gennaio 2019. Secondo l’analisi di Morningstar, bisogna guardare oltre i FAANG, che sono stretti tra maggiori investimenti per crescere rispetto al passato e pressioni dal fronte legislativo, e guardare al settore tecnologico nel suo insieme dato che le valutazioni hanno raggiunto valori interessanti e addirittura più bassi rispetto alla bolla Internet del 2000. E secondo l’analisi di Morgan Stanley le dot.com hanno raggiunto un grado di maturità rispetto a 20 anni fa che le rende più solide perché possono hanno profitti e flussi di cassa in crescita.

Per investire sul settore tecnologia con un’ottica di lungo termine, la scelta migliore è un fondo azionario che investe in maniera globale sulle azioni tecnologiche (Categoria Morningstar: Azionari Settore Tecnologia).

La Top 5 dei fondi azionari specializzati in tecnologia

ProdottoRendimento 3yRendimento YTD
Jpm Europe Technology D (acc) - Eur28,75%25,14%
Polar Capital Global Tech R Inc EUR28,03%18,27%
BGF World Technology Fund Classe E226,61%21,88%
T. Franklin Technology Fund Usd Classe A (acc)25,07%22,07%
Janus Henderson Horizon Fund - Global Technology Fund24,58%19,99%
Nella tabella, i migliori fondi azionari che investono in maniera globare sulle azioni della tecnologia ordinati per rendimento a 3 anni. Dati in euro aggiornati a marzo 2019. Fonte: Morningstar.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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