Il primo a parlarne in piena pandemia è stato il direttore scientifico della Sorbona di Parigi, Carlos Moreno: una città deve offrire servizi e lavoro con spostamenti in massimo 15 minuti. Oggi questo modello è diventato il benchmark della nuova urbanizzazione sostenibile post pandemia. Sostenuta dai sindaci delle città del C40, la rete di megalopoli mondiali sono impegnate ad affrontare il cambiamento climatico (per l’Italia c’è Milano).

Le misure delineate nell’agenda dei C40 si concentrano su:

  • la creazione di posti di lavoro verdi
  • l’investimento in servizi pubblici
  • la protezione dei trasporti di massa
  • il sostegno ai lavoratori essenziali
  • la restituzione degli spazi pubblici alle persone e alla natura.

L’idea di cambiare il modello di città che ha dominato il 900 – l’industria in periferia, le aree residenziali che circondano la città, il commercio nel centro e le reti automobilistiche che collegano le lunghe distanze – ovviamente non è nuova.

Copenaghen, per esempio, ha reso pedonale la sua principale via dello shopping già nel 1962, ed è stata la prima di molte città europee. Negli Stati Uniti, il cosiddetto New Urbanism degli anni ’80 e ’90 ha creato un modello di pianificazione – realizzato per la prima volta a Seaside, in Florida – che ha visto affermarsi le case a schiera e gli appartamenti rispetto alle case unifamiliari, con tutto a portata di piede: scuole, negozi e parchi per ridurre la necessità di guidare.

Come funziona il modello città in 15 minuti

Dall’inizio del millennio, le crescenti preoccupazioni per l’inquinamento atmosferico e il cambiamento climatico hanno portato a ulteriori innovazioni. Ad esempio la tassa sul traffico di Londra introdotta nel 2003 per le auto che entrano nel centro che è stata adottata da tutte le principali città europee. Il concetto di città di 15 minuti mette insieme tutte queste tendenze in modo semplice e intuitivo. Una spinta per questa tendenza è stata la pandemia.

In particolare il nuovo modello di città post Covid-19 punta a:

  • Fornire un sistema di trasporto di massa post Covid-19 sicuro e resiliente.
  • Fornire servizi pubblici fondamentali per tutti come acqua pulita, cibo, servizi igienico-sanitari e alloggi sani e convenienti.
  • Creare “città in 15 minuti” in cui tutti i residenti della città siano in grado di soddisfare la maggior parte delle loro esigenze a pochi passi dalle loro case.
  • Restituire le strade alle persone, riassegnando permanentemente più spazio stradale a pedoni e ciclabili, investendo in reti pedonali e ciclabili a livello cittadino e infrastrutture verdi.
  • Costruire con la natura per dare la priorità a “soluzioni basate sulla natura” come parchi, tetti verdi, pareti verdi, infrastrutture blu e marciapiedi permeabili. Aiutare a ridurre i rischi di calore estremo, siccità e inondazioni e migliorare la vivibilità e la salute fisica e mentale.

Quali sono i vantaggi economici delle città sostenibili

Il messaggio delle città C40 è chiaro: il mondo ha l’opportunità di riprendersi dalla pandemia globale in un modo che rende le nostre città più verdi e luoghi più giusti in cui vivere. Finora la politica ha optato per una ripresa ad alto tenore di carbonio. Oggi solo il 3-5% dei 12-15 mila miliardi di dollari stimati in finanziamenti internazionali di stimolo al Covid-19 è destinato a iniziative ecologiche. Si può fare di più.

  • Secondo lo studio delle città C40 una ripresa verde potrebbe ridurre l’inquinamento atmosferico fino al 29% tra il 2020-2030 rispetto a un ritorno alle normali attività contenendo il riscaldamento globale.
  • Nelle quasi 100 città della rete C40 e nelle loro catene di approvvigionamento, una ripresa verde potrebbe anche creare oltre 50 milioni di posti di lavoro buoni e sostenibili entro il 2025.
  • Lo studio mostra anche che i tempi di una ripresa verde ed equa sono importanti. Un piano molto deciso avrebbe effetti in cinque anni, un piano lento li avrebbe in 15 anni.

IDEE DI INVESTIMENTO

Investire su una nuova urbanizzazione vuol dire sia puntare sulla forte digitalizzazione delle città, le cosiddette smart cities, sia sostenere la biodiversità e la salute delle persone. Teoria sostenuta da un’analisi di Bnp Paribas Asset Management. La maggior parte della popolazione mondiale vive in città, per questo secondo l’analisi, rendere green gli ambienti urbani può contribuire a far scendere la CO2, migliorando l’aria e il benessere dei residenti.

L’analisi dimostra anche che la mancanza di biodiversità nelle città può compromettere la salute umana.
Intervenire con soluzioni naturali e tecnologiche sui settori immobiliare e dei trasporti è il primo passo.

Secondo l’analisi di Pictet Asset Management, le città di tutto il mondo hanno l’esigenza di investire nell’ammodernamento delle infrastrutture e nell’introduzione di soluzioni e tecnologie più smart. Questo per migliorare la qualità della vita degli abitanti. L’attuale crisi sanitaria ha comportato un’accelerazione di diversi anni in numerosi trend, come la digitalizzazione in quasi tutti gli ambiti della vita quotidiana, e favorirà i provider di soluzioni digitali negli anni a venire.

  • Per investire sulla nuova urbanizzazione sostenibile e intelligente sul mercato italiano è disponibile un unico fondo specializzato Pictet – SmartCity Classe R Eur che è un azionario internazionale (+10,71% il rendimento a tre anni secondo dati Morningstar aggiornati a giugno 2021).
  • Il tema delle città sostenibili è uno dei tanti megatrend che si possono trovare all’interno del portafoglio modello sul cambiamento climatico offerto da Online Sim che ha un rendimento annualizzato del 21,88% (dati aggiornati ad giugno 2021) ed è costruito in collaborazione con Main Street Partners, boutique finanziaria inglese specializzata in ESG.

Infografica - città sostenibili

SCARICA L’INFOGRAFICA

Scopri i fondi ESG disponibili sulla nostra piattaforma per investire in modo sostenibile sui trend di lungo termine della sostenibilità ambientale.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Articolo precedente

Portafogli modello: come costruire un’allocazione ciclica

Articolo successivo

Inflazione in crescita: perché restare liquidi è un errore

Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *