Il 9 luglio 2021 è una data da segnare sul calendario della guerra al cybercrime perché è il giorno scelto da Klaus Schwab, presidente e fondatore del World Economic Forum (WEF), per il Cyber Polygon 2021. Questo è l’evento organizzato dal World Economic Forum (WEF) che simulerà una pandemia informatica che potrebbe causare un “blackout digitale” globale o influenzare numerose catene di approvvigionamento.

Come spiega il World Economic Forum in un video, Cyber Polygon 2021 ha lo scopo di evidenziare i rischi del mondo digitale. Un attacco informatico con caratteristiche simili al Covid-19 si diffonderebbe dieci volte più velocemente. Nel 2003, per esempio, il virus informatico Slammer/Zaffiro ha raddoppiato la sua diffusione ogni 8 secondi, infettando 11 milioni di dispositivi connessi a Internet in sole 24 ore.

L’unica soluzione alla diffusione esponenziale di una cyber pandemia è la disconnessione da internet di milioni di computer e altri dispositivi connessi tra loro. Questa azione dovrebbe essere fatta nel giro di pochi giorni. Ma un solo giorno senza Internet genererebbe elevate perdite economiche e gravi danni sociali facendo venire meno servizi essenziali come i trasporti, le comunicazioni, i servizi sanitari.

L’obiettivo della simulazione del WEF è porre il tema del rischio di attacchi informatici che è noto a tutti, anche se generalmente ignorato dagli investitori, e cercare soluzioni. Un dato su tutti: il 60% del mercato globale dei servizi cloud è controllato da tre società a livello globale (Amazon Web Services, Azure di Microsoft e Google Cloud). Secondo il WEF, la dipendenza dal funzionamento di Internet da una manciata di aziende chiave è già “il rischio” per il sistema una realtà.

La simulazione di una pandemia informatica è parte di un progetto cominciato nell’ottobre 2019, pochi mesi prima della pandemia da Covid-19, quando il WEF in collaborazione con la Rockefeller Foundation, la Bill and Melinda Gates Foundation e la John Hopkins University lanciarono Evento 201, simulando una pandemia globale di un nuovo coronavirus che si stava diffondendo in tutto il mondo causando 65 milioni di morti.

Evento 201 è stato profetico di ciò che è accaduto nel 2020 con il Covid-19 e alcune delle misure durante la vera pandemia, come le azioni delle grandi aziende tecnologiche in merito alla “verifica” delle informazioni, erano state parte della simulazione effettuata. C’è da augurarsi che Cyber Polygon 2021 non lo sia.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il cyber risk è uno dei dieci rischi più gravi per il Pianeta secondo il Rapporto sui rischi globali del World Economic Forum. I rischi sono causati dall’impreparazione delle imprese, da uno sviluppo tecnologico diseguale che rende la cyber security una sfida anche sociale.

La pandemia da Covid-19 ha aumentato le diseguaglianze e il rischio informatico dando agli hacker tante armi in più. Un dato su tutti: secondo il  rapporto Now and Next for the Cybersecurity Industry di Canalys, società di analisi del settore tecnologico, nel 2020 sono stati rubati circa 30 miliardi di dati, più che negli ultimi 15 anni messi insieme.

Per gli investitori, l’impennata del crimine informatico è una minaccia, ma è anche un’opportunità per investire in aziende che forniscono soluzioni di sicurezza informatica.

Secondo CB Insights, società di ricerca e analisi, i finanziamenti per la sicurezza informatica hanno raggiunto il massimo storico nel 2020, raccogliendo 11,4 miliardi di dollari, un aumento di quasi il 50% rispetto al 2018.

Secondo un’analisi di Robeco, la crisi del Covid-19 ha aumentato drasticamente la nostra dipendenza dal cyberspazio ed è improbabile che le persone tornino ad alcune delle loro vecchie abitudini. Questo significa che le aziende dovranno continuare a investire nelle infrastrutture di sicurezza informatica, in particolare nel settore dei servizi finanziari.

Sulla stessa linea Yves Kramer gestore di Pictet Asset Management, secondo il quale proteggere le infrastrutture essenziali di un Paese, tutelare la sicurezza dei cittadini e garantire alle aziende la possibilità di raggiungere gli obiettivi è una priorità assoluta in questa fase.

Per investire sulla cyber security che è una priorità per governi e società e un megatrend di lungo termine la scelta migliore ci sono fondi azionari tematici presenti sulla piattaforma di Online Sim:

  • Pictet – Security Classe R Eur è un azionario internazionale che investe in società attive nei seguenti campi: sicurezza su internet, telecomunicazioni, materiale informatico, software, sicurezza fisica e protezione della salute, sicurezza degli accessi e delle identificazioni, del traffico, dell’ambiente, del lavoro e della difesa dello stato. Il fondo è partito nel 2006 e rende a tre anni il 15,59% secondo dati Morningstar aggiornati a luglio 2021 (+16,46% da gennaio a luglio 2021). Tecnologia e beni industriali sono i primi settori in portafoglio, il mercato Usa pesa l’86%.
  • Allianz Global Investors – Cyber Security Classe AT Eur è un azionario settore tecnologia partito a febbraio 2021.  A tre mesi dal via rende il 15,13% secondo dati Morningstar aggiornati a luglio 2021. Il fondo investe nei mercati azionari globali con un focus su società la cui attività dovrebbe beneficiare o è attualmente correlata al tema della sicurezza informatica: computer e ripristino di emergenza alla formazione degli utenti finali. Tecnologia e servizi alla comunicazione sono i primi settori in portafoglio, il mercato Usa vale l’88%.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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