Nonostante il sostegno degli investitori e delle politiche statali, l’energia rinnovabile ha ancora molta strada da fare prima di raggiungere le economia di scala, necessarie per sostenere la domanda globale. Secondo le stime dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) solo il 19% dell’energia globale può essere classificata come non fossile. Questa dipende da tre fonti: nucleare, idroelettrico e biomassa.

Eppure, proprio dalla guerra in Russia può arrivare la spinta alle rinnovabili. Lo sottolinea l’ultimo report Mitigation of Climate Change di Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazioni Unite. Pubblicato ad aprile 2022 fa il punto sullo stato dell’arte presente e futuro delle emissioni di gas serra. In particolare:

  • le emissioni globali medie annuali di gas serra sono arrivate ai livelli più alti nella storia umana tra il 2010 e il 2019. Da allora il tasso di crescita delle emissioni è rallentato;
  • le emissioni di gas serra raggiungeranno il picco entro il 2025 per poi ridursi del 43% entro il 2030. Solo se si procederà sulla strada della transizione energetica.

Questo significa passare rapidamente a una società a basse emissioni di carbonio e che la transizione richiederà uno sforzo enorme da parte di governi, imprese e individui.

I segnali positivi della transizione

  1. Dal 2010 i costi per le energie rinnovabili sono diminuiti: la discesa è stata dell’85% per il solare, del 55% per l’eolico e dell’85% per le batterie. Questo rende il passaggio dai combustibili fossili alle rinnovabili un’alternativa finanziariamente sostenibile;
  2. Per il settore energetico si tratta di un’enorme opportunità di business per quelle aziende che decideranno di cambiare orientando la loro strategia verso operazioni a basse emissioni di carbonio.
  3. Al momento però gli investimenti finanziari sono 3-6 volte inferiori a quelli necessari per arrivare a limitare la soglia di riscaldamento del Pianeta sotto i 2 gradi centigradi entro il 2030. La buona notizia è che ci sono capitali e liquidità a livello globale sufficienti per colmare questo gap.

I settori delle energie rinnovabili

La transizione energetica non riguarda solo il comparto delle aziende energetiche. Il passaggio a fonti rinnovabili coinvolge tanti settori:

IDEE DI INVESTIMENTO

In tutte queste trasformazioni la spinta energetica arriva dalle rinnovabili. Secondo l’analisi di IPCC, la crisi energetica provocata dalla guerra che riguarda in particolare le fonti fossili – circa l’81% della fornitura mondiale di energia primaria proviene ancora da petrolio, gas e carbone – deve essere da stimolo per garantire maggiori investimenti nelle energie rinnovabili, riducendo le emissioni e abbassando i costi per i consumatori.

Secondo l’analisi di Pictet Asset Management, la guerra in Ucraina è un’opportunità soprattutto per l’Europa di sganciarsi dalla dipendenza energetica che ha con Russia: il Paese fornisce oggi oltre il 40% del gas, il 27% del petrolio e il 46% del carbone consumati nell’Unione Europea. In questa direzione si sta muovendo il piano della Commissione europea che punta su idrogeno verde e normative che spingano gli investimenti in rinnovabili. La transizione non sarà veloce e non sarà indolore.

Secondo l’analisi di Morgan Stanley, la guerra ha dato una spinta alle rinnovabili e ha cambiato la prospettiva di investimento in questo settore. Non si tratta più solo di transizione energetica ma di sicurezza energetica, ovvero di assicurarsi l’energia necessaria per far funzionare tutto e che provenga da fonti diverse da petrolio e gas naturale.

Come investire nelle energie rinnovabili

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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