Per Donald Trump Facebook e Alphabet, l’azienda proprietaria di Google Inc., sono i responsabili del sistema delle cosiddette “fake news” che inquina la politica. Per gli investitori, Google e Facebook sono un pezzo dell’acronimo d’oro FAANG di cui fanno parte anche Amazon, Apple, Netflix. Da soli questi titoli valgono circa il 14% dell’intero indice S&P 500 con una capitalizzazione di oltre 3500 miliardi di dollari a fine agosto 2018. E sono i titoli che trainano il settore tecnologico americano, mai così in alto come quest’anno. Per i FAANG però, dopo la boutade di Trump, la fine dell’estate non è stata bella.
La ragione? Il mercato ha cominciato a scommettere contro questi titoli e, secondo dati Bloomberg, solo nel mese di agosto i trader hanno venduto circa 40 miliardi di dollari di Facebook, Amazon, Alphabet e Netflix in attesa di una correzione dell’indice americano che, finora, non è arrivata.

La questione è seria per Goldman Sachs che ha analizzato la speculazione al ribasso sul settore hi tech concentrandosi sui 50 titoli più scambiati dell’indice Russell 3000 che hanno una capitalizzazione di oltre 1 miliardo di dollari, ed è cresciuto del 21% da gennaio ad agosto 2018 contro il rialzo del 7% messo a segno dall’indice S&P 500. Cosa rischia chi investe in tecnologia americana? Secondo l’analisi di Shaniel Ramjee, Senior Investment Manager di Pictet e di Supriya Menon, Senior Multi Asset Strategist di Pictet, la brutta notizia è che per alcuni FAANG la situazione è diventata più complessa perché è aumentata la vigilanza delle autorità di controllo, le aspettative degli investitori sono elevate e i mercati saturi, ma allo stesso tempo, la buona notizia è che l’eccezionale performance registrata dal settore tecnologico è il risultato di una base solida, costituita da una serie di società caratterizzate da utili consistenti e da un potenziale di crescita interessante.

Tanto rumore per nulla? Non proprio. Il nodo del trattamento dei dati personali su cui Trump punta il dito da oltre un anno è un problema concreto per i Big della tecnologia che basano tutto il loro giro d’affari su ciò che quotidianamente le persone comunicano alla Rete. Così la sicurezza dei dati e le “fake news” sono entrate nei modelli di valutazione degli analisti e calcolare l’impatto sui conti è diventato un esercizio difficile tanto quanto il p/e. Il punto è il peso che l’andamento dei FAANG può avere sull’intero settore della tecnologia. E qui i gestori sono divisi. Per Pictet, se la crescita economica continuerà, il settore della tecnologia dovrebbe continuare a beneficiarne, nonostante le oscillazioni dei FAANG; mentre per Eoin Murray, responsabile degli investimenti di Hermes Investment Management, senza i FAANG – includendo anche società come Nvidia e Microsoft) – l’indice S&P 500 sarebbe in territorio negativo nei primi nove del 2018. Come dire, i FAANG contano, eccome.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il tema della regolamentazione dei dati è sicuramente centrale per il settore tecnologico, ma se si guarda ai fondamentali delle società americane, il comparto mostra una solidità invidiabile. Secondo dati Bloomberg, l’andamento degli utili oltre il 90% delle società comprese nell’indice S&P 500 IT sta mostrando una progressiva crescita negli ultimi 5 trimestri.

Per investire sul settore della tecnologia, la scelta più indicata è un fondo azionario tecnologia (Categogoria Morningstar Azionari tecnologia) che diversifica il portafoglio in maniera globale con un sguardo attento agli Usa.

La Top 5 dei fondi azionari tecnologia che puntano sugli Usa

Prodotto Peso% UsaRendimento YTDRendimento 3y
Jpm Us Technology D (acc) - Usd90,52%32,84%17,42%
Threadneedle (lux) Global Technology Classe Au Usd86,31%12,22%14,53%
T. Franklin Technology Fund Usd Classe A (acc)84,70%26,15%17,95%
NN (L) Invest Information Technology Classe X Eur84,64%16,51%14,83%
AB SICAV I International Technology Portfolio Classe A83,83%24,76%14,76%
Nella tabella, i migliori fondi azionari tecnologia ordinati per peso % dato agli Usa in portafoglio. Fonte: Morningstar Direct. Rendimenti % in euro disponibili al 16 luglio 2018. I rendimenti a 3 anni sono annualizzati.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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