Le previsioni su una imminente recessione dell’economia globale e su quanto costa la pandemia Covid-19 in termini di Prodotto Interno Lordo, non hanno fermato le borse che in poco più di sei settimane hanno recuperato dai minimi di inizio marzo 2020 riportandosi sui livelli di gennaio 2020.

  • L’esempio più significativo è il Nasdaq, l’indice americano che racchiude i titoli della tecnologia mondiale, che a metà aprile 2020 ha recuperato il 50% da minimi di febbraio post pandemia Covid-19 riconquistando quota 8000 punti. Un colpo di reni che è dovuto alla tenuta del settore tecnologico e biotecnologico e alla fiducia degli operatori nella validità dei fondamentali delle aziende di questi settori in attesa della stagione delle trimestrali. Ma non c’è solo il Nasdaq.
  • Anche l’indice S&P’s 500 è tornato sul suo territorio Toro, nel momento in cui la FED ha intensificato la sua risposta alle ricadute della pandemia e Donald Trump ha promesso nuovi stimoli alle imprese.
  • Nello stesso periodo, anche le borse europee hanno recuperato quasi il 20% dai minimi di marzo come testimonia l’andamento dell’indice Eurostoxx 600 che racchiude tutti i mercati e i settori del Vecchio continente.

Cosa è cambiato? Come sempre il mercato anticipa e digerisce prima le crisi. Così paura e incertezza hanno lasciato il posto a fiducia di una ripartenza economica e soprattutto a valutazioni basate sui fondamentali. Certo c’è ancora un lungo cammino da fare. In Europa, l’entità del danno causato dal virus sta facendo emergere le vulnerabilità di un’economia globalizzata con un impatto sociale forte che sta costringendo a rivedere i modelli di consumo e lavoro. L’Europa è in ritardo rispetto agli Usa perché, secondo il consensus degli analisti di Bloomberg, gli investitori non credono che governi e autorità di regolamentazione abbiano la stessa volontà e capacità di stimolare l’economia di America e anche di Paesi asiatici. La stagione delle trimestrali in Europa è appena cominciata e da qui il mercato si aspetta segnali positivi.

IDEE DI INVESTIMENTO

Tutto finito dunque? Il panico è solo un ricordo? Non proprio, o meglio non ancora.
Il rally delle Borse nelle ultime settimane per molti operatori non poggia ancora su gambe solide, ma è un segnale importante per gli investitori di lungo termine, secondo le analisi dei gestori di Axa Investment Managers, Amundi, Morgan Stanley, Pictet asset management e Columbia Threadneedle Investments:

  • Non ci sono vincitori e vinti, non è come il 2008. L’unica analogia con la crisi finanziaria di 12 anni fa è l’aumento della volatilità del mercato. Allora si trattò di una crisi di sistema che colpì prima finanza e immobiliare in primis e a seguire tutto il resto. Adesso è una crisi esogena rispetto al mercato e colpisce tutti indiscriminatamente: i fondamentali delle aziende e dei settori pre Covid -19 restano solidi nonostante il virus.
  • Saranno 3 le fasi della ripresa. Il rally dei mercati è un primo segnale della voglia di ripartire, ma il percorso non sarà breve per tornare alla normalità e serviranno almeno tre fasi: 1. un miglioramento delle notizie sulla pandemia (scoperta di farmaci, vaccino, azzeramento dei contagi); 2. allentamento delle misure di lockdown e ripresa delle attività economiche; 3. direzione della ripresa economica che la maggioranza dei gestori ipotizza a “U” con un punto di minimo morbido e una lenta risalita e non a “V” come si temeva in un primo momento.
  • Le obbligazioni sono una buona scelta adesso per coprire il rischio. In questo scenario di politiche monetarie accomodanti e aiuti economici e fiscali alle imprese, le obbligazioni hanno tenuto meglio nella fase di panico della crisi e per gli investitori adesso è un buon momento per investire una parte di portafoglio privilegiando fondi obbligazionari che puntano su obbligazioni a scadenze a breve e high yield.
  • Le azioni sono una scelta di lungo periodo. Nonostante il rally dell’ultimo mese, la componente azionari di portafoglio ha bisogno di almeno 4-6 mesi per riprendersi. Secondo il consensus dei gestori i minimi delle Borse sono già stati toccati ma la volatilità continuerà ancora a lungo. Gli occhi sono puntati sulle trimestrali che sono il termometro di questi primi tre mesi del 2020 e da questi dati i gestori attendono la conferma che una strategia di investimento a lungo termine in questo momento si deve impostare sulle azioni.

Per scoprire quali sono i fondi che hanno affrontato meglio la crisi Covid-19 le classifiche Fida del mese di marzo 2020 sono un buon riferimento e la tabella in basso raccoglie i fondi che nel primo trimestre hanno reso di più.

Per investire a lungo termine sulla azioni scegliendo i fondi di investimento, la formula ottimale adesso è un Piano di Accumulo del Capitale (PAC) che consente di usare la volatilità come alleata.

In verde nella tabella i fondi già disponibili in piattaforma.

La Top 10 dei fondi che hanno battuto il Coronavirus

ProdottoRendimento YTDRendimento 1yVolatilità
Amundi Funds Absolute Volatility World Equities Classe Su30,08%23,06%16,1%
Seeyond Volatility Equity Strategies classe R Acc27,4%22,1%13,1%
Nordea 1 - Long Duration US Bond24,3%------
Amundi Funds Absolute Volatility Euro Equities Classe Se17,5%12,5%10,08%
MULTI STARS SICAV - Alexander A EUR Cap16,5%18%14,4%
Credit Suisse (Lux) Multialternative Fund Classe B Usd Capitalisation15,7%9,3%11,4%
Lemanik Sicav - Global Strategy Fund R Retail Classe B Euro15,5%15,7%11,1%
Schroder Gaia Blue Trend $14,1%22,4%14,4%
Schroder Gaia Contour Tech Equities $13,00%16,7%---
Man GLG Global EM Debt Total Ret DL $12,9%11,9%---
Nella tabella, i migliori fondi per rendimento da gennaio a marzo 2020. Dati in euro aggiornati al primo trimestre 2020. Fonte: Milano Finanza su dati Fida.


Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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