Milioni di persone chiuse in casa nel mondo a causa del Covid-19 hanno trovato un unico modo per uscire di casa o per far entrare il mondo in casa: usare i social media e le piattaforme digitali. La tecnologia è nelle settimana post coronavirus il settore che insieme alla biotecnologia ha più beneficiato in termini di performance. Lo dimostra l’andamento del Nasdaq, l’indice tecnologico del mercato americano, e lo dimostrano le previsioni di gestori e analisti che indicano nella tecnologia il settore su cui puntare nel lungo periodo con potenzialità immutate e, se possibile, aumentate rispetto all’era pre coronavirus.

Gli esempi sono tanti. Milioni di bambini in età scolare, per esempio, sono bloccati a casa, e questo ha trasformato gli YouTuber in animatori e babysitter ma anche insegnanti. La stessa cosa è accaduta agli influencer di Instagram – che è diventato il principale canale di intrattenimento grazie a cantanti e attori e ha potenziato il suo utilizzo di e-commerce – così come Tik Tok è il mezzo più utilizzato dalle generazioni under 25 e in tempo di quarantena ha raggiunto 2,5 miliardi di utenti mensili, mentre il traffico su canali di messaggistica come WhatsApp e Messenger, entrambi in orbita Facebook, è aumentato del 70%.

Tanto che la pandemia ha riacceso un vecchio sogno della Silicon Valley: trasformare YouTube – che ha già battuto da tempo Facebook dando una scossa allo scenario social media –  in un insegnante globale con lezioni mirate per le varie classi nel mondo e scuole gestite dai Big Data e video veloci e pratici. L’educazione virtuale, il cosiddetto e-learning, che non era mai decollato adesso è diventato una realtà necessaria e chi saprà cogliere questa opportunità data dal momento resterà anche dopo la pandemia. Per YouTube che fa fa parte del mondo Google e Alphabet, la quarantena è stata un’occasione per creare un rapporto di fiducia con genitori e insegnanti e per lanciare in grande stile per la piattaforma il fondo per EduTubers varato nel 2018 e affinare la cosiddetta Learning Playlists, una raccolta curata di canali come Khan Academy e Amoeba Sisters. I Big Tech stanno creando una nuova abitudine di insegnamento e i video online potrebbero restare una forma educativa utilizzata anche dopo la pandemia.

A casa, in famiglia, la rivoluzione della pandemia si chiama video streaming. Un fenomeno che era già in movimento e che adesso ha accelerato. Il traffico verso Netflix, Hulu, Amazon Prime è in enorme aumento e, in alcuni casi, le aziende hanno dovuto ridurre la qualità dei loro video per evitare una congestione di Internet. Non è un caso che le azioni di Netflix siano aumentate di oltre il 30% per l’anno, quasi al massimo storico.

Ovunque si guardi, il ritmo di utilizzo della tecnologia sta accelerando. La stasi che stava vivendo Facebook nell’era pre Covid -19 è evaporata e il social network è aumentato anche grazie alla App per le chat Houseparty che ha registrato oltre 50 milioni di registrazioni nell’ultimo mese. L’uso delle piattaforme di chat per collegamenti di lavoro e per svago – abbiamo dovuto fare i conti con una nuova parola: aperichat – ha fatto decollare piattaforme come Microsoft Teams che ha stabilito un nuovo record giornaliero di 2,7 miliardi di minuti di riunione e Zoom che è passato da 10 milioni di utenti a oltre 200 milioni, nonostante la sicurezza di questo sistema sia stata fortemente criticata. L’aumento delle transazioni e-commerce ha rafforzato ulteriormente la posizione di Amazon che in tempo di pandemia ha assunto oltre 175 mila persone per arrivare dalle persone chiuse in casa.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il Covid – 19 è diventato un acceleratore del futuro tecnologico. Alcuni cambiamenti che erano in atto e si sarebbero consolidati nel corso di anni stanno avvenendo in poche settimane. Secondo l’analisi di Pauline Grange, Gestore, azioni globali di Columbia Threadneedle Investments e di Sylvie Sejournet gestore di Pictet Asset Management ci sono alcuni punti chiave che possono spingere il settore tecnologico:

  • Il consumo online è diventato abitudine: le basi di utenti per la consegna online e i servizi alimentari, l’educazione online, l’intrattenimento sono cresciute in conseguenza di questa crisi, con una base di utenti più ampia che ora si sente più a proprio agio a usufruire di tali servizi. Una conseguenza sarà un’accelerazione degli investimenti sull’online da parte dei rivenditori e dei servizi tradizionali. Il passaggio all’e-commerce ha un tasso di penetrazione atteso nel 2020 del 16%).
  • Il passaggio dal denaro contante a quello elettronico, dato che la maggior parte delle persone è costretta a passare dallo shopping offline a quello online e che i negozi fisici nelle zone più colpite non accettano più il denaro contante per ragioni igieniche. Si prevede un costante aumento dell’utilizzo di smartphone, che attualmente rappresentano il 79% dei telefoni cellulari installati e cominciano a essere utilizzati anche come carta di credito.
  • Lo smartworking sarà più diffuso rispetto al periodo pre-coronavirus: con le aziende costrette a consentire il lavoro da casa, potrebbe diventare un modo di lavorare maggiormente ben accetto. Questo implica investimenti nel cloud, con un’accelerazione del passaggio dalle infrastrutture IT tradizionali.
  • I ricavi pubblicitari a breve termine possono essere colpiti da piattaforme online come Google Search, YouTube, Facebook e Instagram, a lungo termine beneficeranno di una maggiore crescita degli utenti. Gli utenti che avevano abbandonato le piattaforme per motivi di privacy, ora torneranno sicuramente. La migrazione della spesa pubblicitaria online è destinata ad accelerare (tasso di penetrazione atteso nel 2020 del 53%).
  • L’infrastruttura blockchain offre un effettivo vantaggio competitivo per incrementare in maniera consistente il ricorso ai servizi digitali. Nel campo della transizione al digitale (circa 2.200 miliardi di dollari stimati nel 2019) le opportunità dovrebbero continuare a crescere man mano che prodotti e servizi diventano più economici, efficienti e facili da utilizzare, nonché dotati di nuove funzionalità legate all’intelligenza artificiale.
  • La privacy torna al centro della scena tecnologica soprattutto se guarda alla funzione delle App di tracciamento del virus. I governi potrebbero ammorbidire la loro posizione, dato il ruolo chiave che hanno svolto in questa crisi per sostenere le comunità.

Per investire in tecnologia la migliore diversificazione di portafoglio e dei rischi è possibile con un fondo azionario globale settoriale (Categoria Morningstar: Azionari Settore Tecnologia).

La top 5 dei fondi azionari tecnologia che hanno battuto il Coronavirus

ProdottoRendimento YTDRendimento 1y
Jpm Us Technology D (acc) - Usd1,86%10,06%
Franklin Technology Fund A (acc) EUR0,75%9,20%
Polar Capital Funds PLC - Polar Capital Global Technology Fund Income EUR -0,79%12,51%
BGF World Technology Fund Classe E2-0,98%11,61%
BNP Paribas Funds Disruptive Technology Classic Distribution -1,76%9,40%
Nella tabella, i migliori fondi azionari tecnologia che hanno resistito meglio alla crisi della pandemi da Covid -19 ordinati per rendimento da gennaio 2020. Dati in euro aggiornati al 15 aprile 2020. Fonte: Morningstar.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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