I mercati azionari globali potrebbero chiudere in media con un rialzo del 20% nel 2021 che ha interessato tutti i settori. Dopo una corsa così indiscriminata, le attese per il 2022 sono improntate a un cauto ottimismo. Il 2022 sarà un anno incerto per le Borse con picchi, discese e grandi cambiamenti mentre l’economia globale continua a normalizzarsi post pandemia.

C’è un’unica certezza: l’inflazione è qui per restare e condiziona le scelte di investimento. Si tratta di un rischio calcolato da parte della politica monetaria e l’azione delle banche centrali continuerà a essere centrale anche nel 2022. Al momento ci troviamo in un contesto di tassi bassi e la transizione verso un nuovo scenario richiederà ancora diversi anni. Le banche centrali saranno pazienti nel gestire questa fase di passaggio da una situazione di emergenza a un’economia che torna verso la normalità. I mercati sono meno pazienti e questo porterà volatilità in Borsa per tutto il 2022.

Secondo gli outlook 2022 dei principali asset manager consultati da Online SIM Blog, il focus delle per il 2022 sull’azionario è sulle aree con valutazioni più convenienti (value, mercati emergenti, Europa) e meno sensibili al rialzo dei tassi.

IDEE DI INVESTIMENTO

Ecco le linee guida e gli outlook 2022 delle principali case di investimento globali (abrdn, AcomeA sgr, Allianz Global Investors, Amundi, Axa Investment Managers, Bank of America Merrill Lynch, BlackRock, Credit Suisse, Columbia Threadneedle Investments, Ersel, Goldman Sachs, Hermes Investment Management, Invesco, Morgan Stanley, Natixis Investment Managers, Pictet Asset Management, Robeco, Schroders, Swisscanto, UBS) per investire in fondi azionari nel 2022:

  • Europa e Giappone sono le aree da preferire sull’azionario. In questi Paesi le valutazioni dei titoli sono più interessanti e i gestori si aspettano una crescita maggiore grazie a interventi fiscali e monetari mirati. In particolare l’Europa è favorita grazie al piano Next Generation Eu.
  • Negli Stati Uniti è atteso un rallentamento dell’economia. Gli occhi sono puntati sull’azione di tapering della FED e sulla spesa dei consumatori che rappresenta il 70% del PIL degli Stati Uniti.
  • I mercati emergenti, che erano l’area preferita dai gestori sull’azionario lo scorso anno, nel 2021 hanno deluso le aspettative. Resta comunque un ottimismo nel lungo termine. L’Asia è l’area preferita nonostante la correzione del secondo semestre 2021, in particolare in Cina. Le aziende asiatiche sono ben posizionate per resistere ad un ciclo di un dollaro più forte nel complesso. Interessanti anche Brasile e Russia.
  • Il fattore varianti del virus condiziona le Borse. La variante Omicron ha portato a una forte correzione e questo potrebbe accadere con qualsiasi variante possa emergere nel 2022. Questo fattore porta volatilità che resterà una costante per tutto l’anno prossimo.
  • Materie prime e petrolio. Il picco del prezzo del petrolio dovrebbe arrivare entro fine 2021 e poi scendere gradualmente nel corso del prossimo anno. Resta il tema del collo di bottiglia delle catene di approvvigionamento globali che incide sui prezzi delle materie prime condizionate anche dalla transizione energetica e digitale. La normalità potrebbe essere raggiunta solo a fine 2022.
  • Un ritorno alla old economy e al value. In uno scenario di inflazione con tassi leggermente in aumento i titoli growth, a forte crescita, le cui valutazioni oggi sono ai massimi di sempre, sono a rischio sia in termini assoluti che in termini relativi. Questo scenario premia i comparti della cosiddetta old economy le cui valutazioni non scontano certamente scenari di crescita elevata. In questo scenario, la selezione e focus sulle valutazioni delle singole aziende tornerà ad essere importante.
  • La selezione di fondi che inseriscono in portafoglio azioni con una lunga storia di successo e con utili stabili, rispetto ai growth (selezione di titoli ad alta crescita) e blend (mix di scelte value e growth), è consigliata dai gestori per dare equilibrio all’asset allocation. Una buona diversificazione tra old economy e economia da Covid-19 che potrebbe essere spinta dalle varianti del virus è il giusto mix.
  • L’investimento tematico e i megatrend restano una buona scelta per diversificare e contenere il rischio. Il megatrend che abbraccia tutte le scelte di investimento è investire secondo criteri ESG: in questa direzione stanno andando la politica e le strategie delle singole aziende a supporto di una nuova economia che fa bene al Pianeta e aiuta il sociale.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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