Nell’ultimo anno abbiamo assistito a un rally delle materie prime che avevamo visto solo negli anni ’70, quando i materiali di base, petrolio in testa, erano molto in voga. La transizione energetica e i fattori ESG hanno un peso in questo rialzo insieme con le aspettative di un aumento dell’inflazione. Questo secondo l’analisi di Martijn Rats, Strategist Global Oil e Head del Team europeo dell’energia di Morgan Stanley, che sintetizza il suo pensiero in alcuni punti chiave:

  • la ripresa del ciclo economico sta stimolando più la domanda dell’offerta e questo incide direttamente sul prezzo delle materie prime;
  • il rialzo dei prezzi delle materie prime è strettamente correlato alle previsioni di inflazione in aumento nel medio termine;
  • in questo scenario le materie prime diventano una scelta difensiva di portafoglio per proteggersi dall’inflazione e questo rafforza ulteriormente il ciclo al rialzo.

Insomma, siamo nel bel mezzo di un circolo virtuoso che Schorders ha etichettato come super ciclo delle materie prime. Per Morgan Stanley c’è un elemento in più a favore di questa asset class: la transizione energetica e i fattori ESG. Se il mondo deve cambiare il sistema di elettrificazione puntando sulle energie pulite, per esempio, questo spingerà la domanda di rame. Secondo l’analisi di Morgan Stanley il passaggio alle energie pulite sarà lento e graduale. Per questa ragione anche il petrolio, nonostante sia la materia prima meno ESG del mondo, riprenderà a salire riportandosi intorno a 80 dollari entro il 2022.

La ripresa del prezzo del petrolio è l’altra faccia della medaglia del processo di transizione energetica e della spinta verso energie verdi. Sembra un paradosso, ma la decarbonizzazione, secondo l’analisi di Robeco, ha bisogno di alti livelli di produzione di materie prime che potrebbero non essere sufficienti per la domanda di energia globale da qui al 2030. Secondo Robeco, non ci sono dubbi sulla spinta agli investimenti verdi che rafforza il ciclo delle materie prime e in particolare alluminio, litio e rame che sono alla base delle batterie delle auto elettriche.

IDEE DI INVESTIMENTO

Quando si pensa all’investimento in materie prime è naturale il collegamento con l’oro e in generale con i metalli preziosi. In questa fase di profonda trasformazione economica verso un mondo più sostenibile sono altre le materie prime sotto i riflettori molte delle quali rare ma fondamentali per una svolta green del pianeta.

Per investire sulle materie prime che aiutano il processo di transizione energetica ci son fondi azionari globali tematici (Categoria Morningstar Azionari Settore Risorse Naturali)

La Top 5 dei fondi che investono nelle materie prime ESG

ProdottoRendimento 3yRendimento YTD
Bgf World Mining Fund Eur Classe E214,82%24,62%
Aberdeen Standard Sicav I - World Resources Equity Fund Classe A Usd Acc6,90%18,51%
Investec Global Natural Resources Usd Classe A Acc6,52%27,46%
Pictet - Timber Classe R Eur6,20%16,61%
Vontobel Future Resources Classe B Eur4,54%-3,24%
Nella tabella i migliori fondi azionari globali specializzati in risorse naturali presenti sulla piattaforma di Online Sim e ordinnati per rendimento a tre anni. Dati aggiornati a giugno 2021. Fonte: Morningstar.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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